Sicurezza
I dirigenti ai lavoratori: «State sbagliando»
I sindacati: «La direzione incontra i lavoratori dicendo che Jindal non approva e che la protesta ritarderebbe i suoi piani»
PIOMBINO. Lo sciopero, confermato, di oggi in Jsw rallenterebbe il progetto Jindal. E’ questo che, secondo le dichiarazioni diffuse da Fim, Fiom e Uilm nel tardo pomeriggio di ieri, sono andati a dire sui reparti la direzione del personale e Mohamad Babu, referente del gruppo indiano per lo stabilimento.
Legittimo incontrarsi con i propri collaboratori, affermano le tre sigle. Che liquidano, però, come “surreale” il fatto che si sarebe andati a comunicare che Sajjan Jindal non approva la protesta e che questo potrebbe influire sulla realizzazione dei suoi piani per Piombino.
Sciopero, lo ricordiamo, legato a motivi di sicurezza conseguenti ad una politica di riduzione dei costi di personale e di manutenzione, e ai ritardi nell’erogazione del bonus welfare (spettanza contrattuale spendibile in realtà commerciali e in servizi diversi).
Neanche troppo sullo sfondo, però, restano le prospettive e l’incontro al ministero fissato per luglio. E le incertezze sugli investimenti indispensabili per riprendersi quote di mercato.
Allo sciopero si è giunti con un voto ampiamente maggioritario espesso durante le assemblee dove, semmai, è stata ritenuta da molti insufficiente una mobilitazione di due ore per turno con un presidio sotto la direzione stamani alle 10.
«Forse - si legge in una nota - sarebbe stato più opportuno che l’azienda spiegasse ai lavoratori perché a distanza di un anno non sappiamo ancora a che punto siamo con gli smantellamenti, con gli investimenti sui treni di laminazione, con la continuità produttiva, con lo studio di fattibilità per i forni elettrici e con gli investimenti sulla logistica».
Al netto delle mancanze e ritardi del Governo, secondo Fim, Fiom e Uilm sarebbero evidenti i ritardi del gruppo indiano per fare ripartire lo stabilimento di Piombino.
«Nelle assemblee - prosegue il comunicato - non ci sono stati fraintendimenti e i lavoratori sono stati chiari: la misura è colma, non si può pensare di tornare ad essere competitivi continuando con la politica di tagli e riduzione dei costi, servono gli investimenti per aumentare la produttività e l'efficienza degli impianti».
I sindacati sottolineano di aver sempre supportato il progetto «ma ora è il momento per tutti di passare dalle parole ai fatti e dall'incontro al Ministero aspettiamo passi avanti sia dal Governo che dall'azienda».
Un ultimo passaggio è riservato alla sperimentazione al Tmp degli acciai al piombo con la richiesta all'azienda di avere senso di responsabilità e attendere le risposte degli enti competenti per garantire la totale sicurezza dei lavoratori. «Dal Comune, Regione, Asl e Arpat al momento non abbiamo riscontro e - chiudono - crediamo che tutti debbano assumersi la propria responsabilità. Abbiamo già detto che gli acciai automatici possono essere laminati ma solo in totale sicurezza». —
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