Sicurezza
Open day in carcere per incentivare allo studio universitario
Sono sette al momento i reclusi iscritti a un ateneo Confronto con docenti e studenti su prospettive e problemi
porto azzurro. Open day universitario alla casa di reclusione di Porto Azzurro nella giornata di lunedì 24 giugno. Un momento che fa parte del progetto Universazzurro che ormai da 18 anni permette ai reclusi che hanno conseguito il diploma di potersi iscrivere all’università.
Una possibilità che si concretizza grazie alla stretta collaborazione tra l’associazione Dialogo, la direzione, l’area educativa, la polizia penitenziaria e il contributo della Caritas e della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno. Tutti contribuiscono ad una solida rete che permette di proseguire il percorso di studi negli atenei toscani. Sono sette in tutto attualmente gli studenti universitari detenuti nel carcere isolano. Alla giornata elbana, che la mattina ha visto un confronto con i detenuti studenti delle ultime classi delle scuole superiori erano presenti alcuni docenti e due studentesse che seguiranno un percorso sociale di didattica Università-carcere. L’open day ed una maggiore presenza dei poli universitari penitenziari nella casa di reclusione puntano ad incrementare le iscrizioni per far sì che la cultura accresca il patrimonio culturale di chi si trova recluso, come ha sottolineato anche la presidente dei Dialogo, Licia Baldi, per essere di esempio e stimolo per gli altri e un punto di forza per lo stesso istituto. Un percorso non facile per gli studenti detenuti che sono seguiti passo passo dalla volontaria Loredana Pugliese, dalla presentazione del piano di studio all’acquisto dei testi fino agli esami che avvengono collegandosi via skype con i docenti. Quello che più manca agli studenti di Porto Azzurro è un confronto sulle materie di studio che avviene soltanto al momento dell’esame. «Sarebbe importante il dialogo tra studenti – ha commentato Santino che studia informatica umanistica – per condividere il percorso di studi». Cultura è confrontarsi anche con gli altri compagni che possono seguire loro strada perché come ha costatato Giuseppe «se ci sto arrivando non voglio essere da solo». L’obiettivo è ora quello di un maggiore scambio carcere università in modo da aumentare gli iscritti”come ha auspicato il garante per i detenuti Tommaso Vezzosi. —
Antonella Danesi
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