Sicurezza
Ferrari e Parodi hanno tutte le chiavi del Governo locale
Nella giunta che il sindaco Ferrari si apprestava a costituire ci si attendevano sorprese, e in effetti non sono mancate scelte impreviste e imprevedibili.
Prima fra tutte l’esclusione di fatto della Lega da responsabilità di governo – perché l’assessore livornese al bilancio, Paolo Ferracci, è indicato dalla Lega ma è comunque un tecnico, indipendente – nonostante il suo 16% e i sei consiglieri. Ferrari ha sintetizzato questo risultato dando merito al Carroccio di aver condiviso le scelte con maturità, ma si vedrà più avanti se quest’intesa (molto faticosa nonostante le dichiarazioni ufficiali) terrà poi in consiglio comunale e nell’azione di governo.
Ferrari dunque riesce a mantenere la barra sul “civismo” della coalizione di centrodestra e ora anche degli assessori – unica espressione diretta di un partito è il coordinatore forzista Gianluigi Palombi – obiettivo (iniziale) non da poco, considerando le aspettative della Lega. Si può immaginare che la questione delle quote rosa abbia poi influito su alcune scelte: promossa come ci si immaginava una new entry della politica come Simona Cresci, non sarà invece in giunta Carla Bezzini, nome considerato tra i più sicuri, uno dei simboli della battaglia sulla discarica, ma dalla sua lista ”Lavoro & Ambiente” arriva Sabrina Nigro per occuparsi di lavoro, assessorato creato per la prima volta con l’obiettivo di avere un’esperta a seguire crisi e prospettive in particolare del mondo industriale.
In altri due settori importanti come sanità e ambiente arrivano due esperti, rispettivamente Gianluigi Palombi, ampiamente pronosticato, e Veronica Piacentini, vera sorpresa dell’ultima ora: per entrambi, vista la loro professione, la possibilità di un confitto di interessi, di cui va chiarita l’eventuale consistenza.
Dell’Ambiente peraltro tutti immaginavano che si sarebbe occupato un politico: il sindaco invece ha deciso per un tecnico, e questa scelta tecnica fa immaginare che Ferrari intenda seguire anche personalmente e con grande attenzione le questioni ambientali.
Molto potere politico e molte delle deleghe più pesanti sono in mano a sindaco e vicesindaco. Ferrari tiene per sé l’urbanistica a cui aspirava Riccardo Gelichi (che pure ha un ruolo non secondario ai lavori pubblici), offrendo forse un segnale che confermando le dichiarazioni in campagna elettorale tranquillizzi quella parte della città che temeva rischi di cementificazione. Inoltre seguirà un altro settore fondamentale come quello delle infrastrutture, in particolare quelle portuali.
Giuliano Parodi invece si occuperà non solo come previsto di turismo, commercio e attività produttive, ma anche di cultura, considerata evidentemente uno degli strumenti per la crescita economica e di immagine della città. Sul ticket Ferrari-Parodi, dunque, la giunta “cambia marcia”si gioca gran parte delle possibilità di successo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google