Il Tirreno

Montecristo, senza i ratti le farfalle tornano a volare sull’isola gioiello dell'Arcipelago

Montecristo, senza i ratti le farfalle tornano a volare sull’isola gioiello dell'Arcipelago

L’entomologo Dapporto:«Pararge aegeria è risultata la specie più comune dell’isola, con decine di esemplari che volano nel giardino»

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MONTECRISTO. A Montecristo non ci sono più i ratti neri, eradicati alcuni anni fa dal Parco nazionale dell'Arcipelago toscano in collaborazione con Ispra. In compenso, al contrario, sono tornate a volare le farfalle. A raccontare il miracolo della natura è Leonardo Dapporto,esperto entomologo. «Tra le isole toscane, Montecristo è sicuramente l’isola più aspra e isolata – racconta – qui le risorse sono limitatissime in qualità e in quantità e non a caso per molti gruppi di viventi l’isola di Montecristo è tra le più povere dell’intero continente europeo. Ma tra queste flore e faune ridottissime vi sono decine di specie che rappresentano popolazioni uniche, da proteggere a qualsiasi prezzo. Non a caso, l’isola è una riserva integrale con accesso strettamente limitato a un numero fissato di visitatori. Proprio per proteggere questa unicità, su Montecristo si concentrano moltissimi progetti volti a preservare e a riportare le condizioni dell’isola a quelle originali».

L’isola di Dumas ha avuto a che fare con i ratti. Il ratto non è un elemento naturale sull’isola, ma è stato trasportato su di essa grazie alle attività umane. «I ratti sono stati abilissimi a sfruttare le risorse limitate dell’isola incidendo pesantemente sull’ecosistema dell’isola – racconta Dapporto – In pratica un numero imprecisato di specie vegetali e animali venivano limitate, se non completamente rimosse, dall’azione dei ratti. Nel 2012, grazie al cofinanziamento di un progetto europeo il Parco ha partecipato all’eradicazione del ratto dall’isola e a distanza di qualche anno si possono vedere molti segni di miglioramento». Tra questi sicuramente le popolazioni di farfalle. «Infatti, nonostante un gran numero di ricerche effettuate sull’isola durante gli ultimi 40-50 anni, le farfalle registrate per Montecristo prima dell’eradicazione erano soltanto nove e una di esse, Pararge aegeria, era stata avvistata una sola volta a metà degli anni settanta – racconta Dapporto – Nel 2014, dopo l’eradicazione, è stata organizzata una Butterfly Week nel Parco nazionale e i ricercatori sono tornati sull’isola per la prima volta dopo l’eradicazione del ratto a osservare le farfalle. Due specie di farfalle ancora non conosciute per l’isola sono state osservate oltre a un singolo esemplare di Pararge aegeria».

Le indagini sono proseguite negli anni successivi da parte di diversi gruppi di ricerca e le specie nuove individuate nel 2014 sono state confermate. Inoltre gli esemplari di queste specie sono stati analizzati per l’impronta genetica che ha dimostrato che le popolazioni di Montecristo sono sull’isola da molto tempo, sicuramente presenti anche prima dell’eradicazione del ratto. La Pararge però rimaneva ancora una specie rarissima almeno fino al 2016 quando un gruppo di ricercatori fiorentini guidati da Filippo Fabiano non ne ha confermato la sua presenza all’inizio di giugno.

«Quest’anno invece, sempre all’inizio di giugno – dice Dapporto – durante una ricognizione organizzata dal nostro gruppo in collaborazione col Parco e volta proprio a valutare la ripresa delle farfalle sull’isola, Pararge aegeria è risultata essere la specie più comune dell’isola, con decine di esemplari che volavano nel giardino della villa. Impossible che un numero simile di esemplari possa essere sfuggito alle ricerche precedenti. La spiegazione più plausibile per questi risultati è che i ratti abbiano limitato le popolazioni di alcune farfalle in modo così drammatico da renderle quasi invisibili ai ricercatori, fino al momento della loro eradicazione quando e le popolazioni native hanno potuto finalmente tornare a crescere». —

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