Gioco
Baracche della Tenuta, sospesa la demolizione
Accolta dal Tribunale amministrativo la richiesta cautelare della proprietà Nel 2020 l’udienza per decidere il futuro di oltre 3mila mq di superficie
L’ultimo atto resta da scrivere. Si passa alle carte bollate per definire il futuro della Tenuta di Rimigliano. Il braccio di ferro è sulla legittimità di 3.000 metri quadrati, strutture da recuperare per la proprietà o da demolire come invece ha ordinato il Comune.
La prospettiva tracciata con la variante anticipatoria al Regolamento urbanistico di San Vincenzo, che disciplina l’ambito della tenuta, e che è stata definita dopo un lungo confronto tra enti e la proprietà Rimigliano Srl, non piace a quest’ultima. E la società ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale della Toscana. C’è già un primo risultato, la sospensione dell’ordinanza numero 32 del Comune di San Vincenzo, a firma del dirigente del Governo del territorio Salvatore De Priamo. Il provvedimento è dell’1 aprile e prevede 90 giorni per il ripristino dello stato dei luoghi. Tettoie, voliere, capanne. E molto altro classificato come non conforme e da demolire. Più di 3.000 metri quadrati di costruzioni. L’ordinanza con cui il Tar ha disposto la sospensione del provvedimento di demolizione è del 19 giugno. La società Rimigliano Srl ha chiamato in giudizio tutti gli enti coinvolti nel procedimento. Il Comune di San Vincenzo e la Soprintendenza di Pisa e Livorno si sono costituiti in giudizio, non lo hanno fatto Provincia di Livorno e Regione Toscana.
Nel ricorso Rimigliano Srl punta a ottenere l’annullamento del provvedimento di demolizione. Ma per entrare nel merito della controversia si dovrà attendere febbraio 2020.
Il patrimonio edificato esistente nella tenuta è da anni al centro delle discussioni, in quanto per associazioni, comitati ambientalisti e gruppi politici esso sarebbe stato gonfiato ben oltre le reali possibilità. Della tenuta si parla da una ventina d’anni. A dir la verità, dagli anni Settanta; ma è dagli anni della Parmalat e della proprietà facente capo ai Tanzi che la Tenuta di Rimigliano è al centro della battaglia politica locale, regionale e perfino nazionale.
Che cosa contesta Rimigliano Srl? L’ordinanza del Comune di San Vincenzo ordina la “remissione in pristino tramite demolizione” di strutture e baracche individuate “unicamente con l’indicazione numerica rilevata dalle Tavole della variante al Regolamento urbanistico”, in particolare facendo riferimento alla perizia aerofotogrammetrica. Viene chiesto anche l’annullamento della delibera del Comune di San Vincenzo numero 24 dell’8 aprile 2019, con cui è stata approvata la variante al Regolamento urbanistico perla tenuta, anticipatoria del Piano operativo, nella parte in cui ha indicato in 12.074 metri quadrati la superficie destinata al recupero dell’esistente e a 4.100 metri quadrati quella destinata alla nuova edificazione. La conseguenza secondo la società è la “illegittima riduzione del dimensionamento” rispetto a quanto indicato nella fase di adozione della variante, adottata con delibera numero 51 nel consiglio comunale del 7 giugno 2018. Nella fase successiva la sforbiciata sarebbe arrivata sulla scorta di alcune osservazioni, tra cui quelle di Regione e Soprintendenza. Queste le cifre di partenza: 14.100 metri quadrati di superfici destinate al recupero dell’esistente e 5.100 metri quadrati per la nuova edificazione. –
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