Il Tirreno

Marcia indietro, niente trasloco Il sit-in strappa nuovi impegni

Manolo Morandini
Marcia indietro, niente trasloco Il sit-in strappa nuovi impegni

Sul Punto nascita la protesta del Comitato a Villamarina Regione e Azienda Usl assicurano: «Nessuna chiusura»

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Poco più di un’ora. Tanto serve al sit-in promosso dal Comitato Lasciateci nascere a Piombino per far arrivare nell’atrio dell’ospedale Villamarina la voce del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi da Firenze. A leggere il comunicato è Marida Leoni, una delle animatrici della protesta, pacifica e colorata, insieme a Monica Bartolini. «Il punto nascita dell’ospedale di Piombino non chiuderà – legge Leoni prestando la voce a Rossi –. Nessun imbarazzo ad affermarlo da parte della giunta e della Asl Toscana Nord ovest». Il silenzio chiesto e ottenuto per leggere la nota regionale viene rotto da mugugni in serie. Il dubbio di trovarsi di fronte all’ennesima promessa, per chi ha scelto di sfidare il caldo di un assolato pomeriggio per mettere la faccia in questa protesta, è forte. Eppure è quello che i promotori si aspettavano, dopo che la soluzione di chiudere il reparto si è spinta fino ad organizzare i dettagli del trasferimento delle attività all’ospedale di Cecina.

Rientra la decisione della chiusura del Punto nascita di Villamarina, che avrebbe dovuto prendere il via dal 21 giugno, come anticipato dal Tirreno. La data è stata indicata nella riunione del 17 giugno tra i vari dirigenti che seguono l’operazione. Di fatto, la decisione dell’Azienda sanitaria sarebbe il frutto di un passo obbligato. Con un solo ginecologo è impossibile garantire turni e standard minimi per un servizi in sicurezza. E al di là degli impegno di Regione e Azienda sanitaria servirà comunque un periodo ponte per costituire l’equipe di medici e sanitari necessaria a garantire il funzionamento in sicurezza del reparto. Ma di fatto si è aperta una prospettiva diversa.

«La risposta che volevamo è arrivata – dice Leoni – La prendiamo come il preludio di un nuovo inizio, sapendo che sarà necessario seguire e vigilare su ogni passaggio. Il sit-in è servito a smuovere le acque».

La protesta si apre con un affaccio al quarto piano dell’ospedale, nei corridoio del Punto nascita. «Un reparto buio e fermo», dicono le attiviste del Comitato. La riprova è arrivata già da qualche ora. Di primo mattino, una donna per un parto fisiologico è stata dirottata a Cecina. E così sarà ancora per un po’. A Piombino si nasce solo se per la futura mamma non ci sono le condizioni e i tempi per il trasferimento.

Tanti gli assenti al sit-in. Lo sottolinea l’applauso rivolto a chi ha preferito andare al mare. Ci sono i piombinesi, un centinaio. Assenti cittadini e amministratori dei Comuni della Val di Cornia. La convocazione via social e nel giorno del mercato settimanale con tanto di annuncio lanciato con il megafono da un’auto che ha percorso le principali vie della città non ha sortito l’effetto sperato. L’altro applauso è invece di approvazione e sostegno per il neo sindaco di Piombino Francesco Ferrari che ha scelto di unirsi al sit-in.

La risposta alla protesta è arrivata a seguito dell’incontro che si è tenuto la mattina a Firenze tra Rossi, il direttore generale della Asl Toscana Nord ovest Maria Letizia Casani, il direttore dell’assessorato alal Sanità Carlo Rinaldo Tomassini e il consigliere regionale Gianni Anselmi. E dalla Regione si dice che fosse già stato programmato in precedenza, per fare il punto sul futuro del Punto nascita e più in generale di tutto l’ospedale di Piombino.

Coincidenza o meno una prima risposta alle richieste del Comitato è arrivata. La piattaforma di chi difende il Punto nascita è chiara: «Chiediamo in definitiva il mantenimento del Punto nascita con rispetto dei requisiti di sicurezza e quindi un serio impegno ad adeguare la struttura con una sala operatoria contigua alla sala parto e che il Punto nascita abbia il necessario personale».

L’azienda sanitaria, si dice dalle stanze della presidenza a Firenze, presenterà immediatamente un atto in cui, in via provvisoria, si dettano linee guida che mettano in sicurezza l’attività e le prestazioni del Punto nascita, tenendo conto delle criticità che si sono verificate per quanto riguarda il personale. Non ci sarà quindi una chiusura, ma una rimodulazione dell’attività, che permetta di superare le carenze di personale e i ritardi nell’allestimento dell’attività. Tutto questo, in attesa di ricevere dal governo la deroga alla chiusura, per il pieno rilancio del Punto nascita. —

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