Gioco
Ferrucci (Fials): «Vedremo se si tratta di promesse formali o sostanziali»
Al sit-in solo le bandiere di Ugl, Fials e Usb. Lami (Usb): «Solo la professionalità dei dipendenti ha fatto sì che il reparto funzionasse al top»
piombino. «Quanto reso noto dalla Regione Toscana rimette le cose al posto giusto e coglie la richiesta più volte avanzata dalla Uilfpl – dice il segretario provinciale Uilfpl Paolo Camelli –. Il Punto nascita è una parte di un problema più grande e complesso: fermare il declino dell’ospedale e del territorio rilanciando investimenti ed energie professionali. Ora ci attendiamo decisioni chiare, coerenti, trasparenti e veloci, perché occorre restituire in primis fiducia ai tanti operatori che ogni giorno si impegnano per tenere in piedi i servizi ai cittadini. Ed occorre restituire fiducia ai cittadini che devono poter contare si servizi utili ed efficienti».
Al sit-in nell’atrio dell’ospedale ci sono solo le bandiere dei sindacati Ugl, Fials e Usb. Il rappresentante dell’Usb Massimo Lami annuncia di aver chiesto un incontro al sindaco Ferrari e che lo chiederà all’Azienda sanitaria. «Piombino ha bisogno di questo importante reparto, una sua chiusura sarebbe un colpo inaccettabile non solo per i cittadini piombinesi ma anche per quelli delle zone limitrofe. La professionalità dei dipendenti ha fatto sì che fino a oggi il reparto funzionasse al top. Non possiamo accettare una chiusura in totale silenzio come fatto già per alcuni servizi».
Cauto su quanto comunicato dalla Regione è il segretario provinciale Fials Massimo Ferrucci. «Quando i cittadini si mobilitano le risposte ci sono ma si tratta di vedere se sono formali o sostanziali», dice ai presenti al sit-in. Che prosegue: «La credibilità di Rossi per quanto mi riguarda è pari a zero, gli impegni che ha preso a Piombino sono stati tutti disattesi. E preoccupa che questa volta li prenda insieme a Gianni Anselmi, del quale ricordo ancora il convegno sul nuovo ospedale a Riotorto». Il Punto nascita a Piombino per Ferrucci «è la chiara rappresentazione di ripetute mistificazioni. Nel Piano di riorganizzazione dei servizi socio sanitari delle Valli Etrusche del marzo 2018 era già stata prevista la chiusura del Punto nascita – dice –. Nel dicembre 2018 con l’approvazione del Piano di programmazione 2018/2019 approvato all’unanimità dalla Conferenza aziendale dei sindaci, compreso quello di Piombino, e condiviso da Cgil, Cisl e Uil era chiaramente disposta la chiusura del Punto nascita, mantenendo le attività si legge che non prevedono il ricovero ordinario perdendo esclusivamente la possibilità di effettuare l’evento parto che sarebbe svolto a Cecina». Insomma, «tutti sapevano come sarebbe purtroppo stata conclusa la vicenda, ma fino all’ultimo con una presa di posizione di chiara marca pre elettorale il direttore generale aveva affermato che il Punto nascita non sarebbe stato chiuso. Coninuiamo a sostenere che le disposizioni della Conferenza dello Stato Regioni dovevano e potevano essere nel tempo attuate evitando le numerose deroghe». —
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