Sicurezza
Appello ai sindaci della zona e a tutte le forze politiche
piombino. Arriva la solidarietà alla battaglia del Comitato Lasciateci nascere a Piombino del Comitato Salute pubblica (Csp).
«Offriamo la nostra piena collaborazione per contrastare la chiusura definitiva del reparto, cosa fra l’altro fino all’altro ieri negata con forza dai vertici del Pd locale, regionale e, più in generale, da tutta la coalizione di centrosinistra», dicono dal Csp. E proseguono: «Per troppo tempo chi doveva informare non lo ha fatto, chi prende le decisioni non solo ha taciuto ma addirittura ha negato e offeso chi osava gridare, sui social e nelle piazze, che Maternità era a rischio. Dall’azienda Asl sono trapelate poche informazioni, ad uso e consumo del momento elettorale che abbiamo appena vissuto, che non hanno fatto altro che traghettare un reparto in agonia al dopo ballottaggio, lasciando la patata bollente nelle mani dell’attuale sindaco». Un copione «che abbiamo già visto con la discarica, quello di negare i fatti senza rimboccarsi le maniche». E ancora: «La nostra è soprattutto una battaglia civica e di civiltà: vogliamo che le nostre madri non siano costrette ad andare altrove per partorire e che le generazioni di piombinesi possano continuare a nascere e vivere nella nostra città. Per questo la battaglia delle mamme, dei medici, delle famiglie che adesso chiedono di salvare il punto nascita è anche la nostra. Oltretutto non c’è solo a rischio un reparto, ma la funzionalità dell’intero ospedale». E lanciano un appello anche agli altri sindaci, «oltre a quello di Piombino, affinché il punto di nascita non chiuda, né adesso né mai e affinché si ricominci a investire sul nostro ospedale. Invitiamo allo stesso modo tutte le forze politiche a una mobilitazione generale nell’interesse della salute dei cittadini: solo se lottiamo tutti insieme avremo la forza di salvare il nostro ospedale. Se non ci muoviamo, il destino di Piombino è segnato: non sarà più una città dove si nasce, ma dove si muore». —
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