Gioco
Per il futuro previsto solo un ginecologo e reperibilità notturna
PIOMBINO. Stando ai dati ufficiali dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) non c’è nessuna ragione scientifica che supporta la tesi della chiusura del Punto nascita di Villamarina. Sembra non rilevare che a Piombino il parto fisiologico avviene a elevati standard di sicurezza. La ragione ultima sarebbe la difficoltà a reperire le necessarie professionalità per dare continuità al servizio, con i parti a rischio già dirottati da qualche tempo a Cecina. L’ipotesi dell’Azienda sanitartia è di garantire solo un presidio nelle ore diurne con un ginecologo e con una reperibilità notturna, ma sparirebbe da subito anche l’osservazione breve ostetrica.
I fiocchi appesi alla nursery sembrano essere il problema da vent’anni. Nel 1999 solo la mobilitazione della città riuscì a scongiurare la chiusura decisa dall’allora Asl 6. Anche se il primo carico da novanta è stato scritto nelle righe dell’accordo firmato nella conferenza Stato – Regioni del 16 dicembre 2010 dove si afferma il criterio che nel giro di pochi anni i punti nascita che fanno meno di 500 parti devono essere chiusi. Nel 2012 è stata poi la volta del cosiddetto Decreto Balduzzi. Sotto i 500 nati la prospettiva è la chiusura. A Piombino lo scorso anno ci si è fermati a 258 fiocchi. Il punto di caduta è arrivato a una manciata di giorni dalla chiusura delle urne per il voto amministrativo. Il tema del punto nascita ha tenuto banco nei dibattiti. Tutti concordi sulla sua salvaguardia. Del resto, è dall’approvazione del Decreto Balduzzi che questa chiusura è annunciata. Sulle deroghe e le promesse di investimenti per adeguare il reparto agli standard strutturali richiesti si sono svolte campagne elettorali. Impegni. Annunci. Progetti di investimento. Rassicurazioni. Ma alla fine tutto finisce per suonare come propaganda. —
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