Il Tirreno

Uil, Cgil e Fials 

I sindacati si sentono beffati «Gli impegni erano altri»

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PIOMBINO. Tutti mobilitati i sindacati della sanità, anche se con toni diversi. La Uilfpl ha chiesto un incontro urgente al direttore generale della Usl ed invierà una nota alla Regione richiamandola alle proprie responsabilità «in ordine agli impegni presi dal governatore Rossi e dall’assessore Saccardi circa la non chiusura del Punto nascita. La riorganizzazione dell’area materno infantile deve necessariamente passare dal potenziamento della ginecologia, dei consultori e della diagnostica. L’azienda sta contravvenendo agli indirizzi della Regione e ciò rappresenta una novità pericolosa che deve essere fermata e chiarita. È chiaro che qualora l’azienda continui ad agire in modo unilaterale le risposte della Uilfpl saranno adeguate alla necessità di tutelare un territorio che non può in alcun modo permettere un ridimensionamento di servizi e di posti di lavoro». Camelli sottolinea anche le carenze di ortopedia (tre medici), oculistica, urologia, medicina, radiologia. «È il momento di aprire un tavolo zonale».

Cavallini e Assirelli della Cgil di Livorno si dicono sconcertati. «La direzione Asl non ci ha comunicato nulla: nessun tavolo, nessuna convocazione, nessuna notizia ufficiale. Ci auguriamo dunque che smentisca quanto prima e confermi la propria volontà di mantenere aperto il Punto nascita. Piombino ha bisogno di questo importante reparto, una sua chiusura sarebbe un colpo inaccettabile e in totale contrasto con quanto dichiarato un mese fa dalla direzione aziendale in occasione della visita al reparto: in quella circostanza venne infatti ribadita ulteriormente l’intenzione di valorizzare il Punto nascita».

Se il reparto fino a oggi ha potuto offrire un servizio importante alla cittadinanza lo si deve soprattutto alla professionalità dei dipendenti in esso presenti. Non possiamo accettare che la decisione di chiudere il reparto sia legato alla carenza di personale». La Cgil chiede con urgenza un tavolo di confronto all’Asl: i cittadini meritano risposte.

Il sindacato dei medici Fials tramite il segretario Massimo Ferrucci ribadisce la sua contrarietà dell’ospedale unico Cecina /Piombino. «L’obiettivo di realizzare un ospedale di primo livello con tutte le specialità non è stato raggiunto. Siamo in presenza di due ospedali zonali con alcune attività specialistiche. Gli effetti di tale decisione si stanno manifestando. Ortopedia e urologia sono in in chiara difficoltà. Per queste inaccettabili carenze il Fials insieme al sindacato medico Coas/Fassid ha proclamato lo stato di agitazione e richiesta la conciliazione presso la Prefettura di Pisa. Il Fials sostiene che sul Punto nascita dell’Ospedale di Piombino tutti sapevano come sarebbe finita. «Ma fino all’ultimo con una presa di posizione di marca pre elettorale il direttore generale aveva affermato non sarebbe stato chiuso». Il parametro dei 500 parti all’anno «è da ritenere scarsamente rilevante e non si capisce perché debba valere solo per Villamarina e non per altri ospedali della regione. Chiediamo di non procedere alla chiusura del Punto nascita adeguandolo alle disposizioni vigenti. —

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