Unicoop nel 2018 riduce ancora le perdite e punta agli utili alla fine di quest’anno
Piombino, l’obiettivo arriverà con 12 mesi di anticipo. Migliora la gestione commerciale, Il “rosso” scende a 15,9 milioni, costi ridotti di 11 milioni
PIOMBINO. Unicoop riduce anche nel 2018 le perdite di bilancio e annuncia il ritorno agli utili alla fine dell’anno, anticipando i piani che prevedevano questo risultato a fine 2020. «Magari sarà un piccolo segno più – ha spiegato il direttore generale Piero Canova in una conferenza stampa a Vignale – ma non sarà solo un fatto simbolico, perché tornare al “nero” era un obiettivo fondamentale».. Ieri dunque Unicoop ha presentato i numeri che saranno portati all’attenzione dei soci nelle assemblee: migliora la gestione commerciale, con un deficit che scende a 8,8 milioni (lo 0,9 per cento del fatturato di Gruppo che è di 924,6 milioni) contro i 13,6 milioni del 2017. Nel bilancio consolidato di Gruppo la perdita è ridotta a 15,9 milioni (contro i 23,4 del 2017), mentre il conto economico della capogruppo Unicoop Tirreno vede dimezzato il “rosso” del 2017, che passa da 34,9 milioni a 17,9 milioni.
Un risultato condizionato «da stime prudenziali di alcune poste straordinarie – ha spiegato Canova – come la svalutazione di immobili e di partecipazioni e crediti, l’una tantum che ha pesato per oltre 4 milioni, riconosciuta ai dipendenti a chiusura della vacatio contrattuale in previsione della firma del nuovo contratto nazionale firmato poi a gennaio di quest’anno, oltre agli oneri per l’incentivo all’esodo, con un aggravio complessivo di 14,7 milioni, ma sicuramente in linea con le aspettative e col Piano industriale».
Se le vendite nel 2018 hanno subito una flessione (-1,8 % a rete omogenea), «il miglioramento del margine commerciale – ha sostenuto il direttore generale – è stato ottenuto con una profonda revisione degli assortimenti e la riduzione dei costi di circa 11 milioni. Un ottimo dato considerando che nel 2018 sono stati ceduti o chiusi 4 punti vendita, a conferma della positività delle misure applicate per una migliore gestione della rete di vendita». Unicoop ha effettuato nel 2018 investimenti per oltre 16 milioni principalmente per innovare e ristrutturare la rete (Mercato di Livorno, Livorno via Toscana, Cecina, Portoferraio, Scansano, Fontenuova, Civitavecchia, Roma Casilino e Roma Laurentino), cifra che verrà replicata all’incirca con le stesse dimensioni nell’anno in corso.
Il patrimonio netto consolidato è di 300,1 milioni «a conferma della solidità della cooperativa – ha proseguito Canova – e grazie all’intervento delle altre cooperative di consumo e di Coopfond che hanno sottoscritto nel 2016 gli strumenti finanziari partecipativi». Quelli che hanno consentito di affrontare un triennio molto difficile e su cui si sta continuano a discutere rispetto a una loro proroga, «in un clima molto positivo», ha sostenuto il presidente Marco Lami, che ha confermato «l’autonomia di Unicoop alla fine di questo percorso, non in antitesi allo sviluppo di sinergie significative con le altre cooperative, tese a rafforzare gli elementi comuni».
Il giudizio di Lami è dunque che «ci sono miglioramenti costanti e importanti pur in un contesto economico generale che certo non favorisce i consumi. Dati che ci confortano e di cui bisogna ringraziare tutti, lavoratori e soci pur: certo non bisogna mollare di un centimetro perché il percorso deve ancora essere completato».
Il presidente ha voluto sottolineare anche come nel bilancio ci sia «una parte sociale importante nel segno della restituzione di benefici ai territori, con vantaggi per i soci di circa 30 milioni tra sconti, punti e altre iniziative, e con una collaborazione che vede impegnate 500 associazioni».
La cooperativa dunque rivendica la sua volontà di rimanere tale, o meglio di distinguersi da aziende concorrenti che hanno l’unico obiettivo degli utili, anche con iniziative come «lo stop alla plastica monouso – ha ricordato Canova – progetto che siamo stati i primi a sperimentare in alcune realtà per poi estenderlo a tutti i negozi della Toscana, due anni in anticipo sulla direttiva europea». —
Cristiano Lozito
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