Gioco
«Acciaierie, troppe incertezze deve ripartire la mobilitazione»
Camping cig preoccupato dalle troppe assonanze col periodo Rebrab «Il tempo dell’attesa è finito, in autunno finisce la cassa integrazione»
PIOMBINO. «Stiamo arrivando con Jindal alla replica fallimentare della vicenda Rebrab?». A giudizio del Coordinamento Art. 1-Camping Cig il dubbio è sempre più forte. «Se ne va l’amministratore delegato Aferpi – si legge in una nota – stessa storia di Rebrab, o no? E non viene sostituito. Il tanto sbandierato Accordo di programma in Regione serve a consentire in fretta e furia all’azienda, che lo sollecitava a gran voce, di installare la tempra a un passo da via Portovecchio, peraltro senza l’indispensabile rifacimento completo del Tpp, vecchio impianto sempre meno competitivo. L’accordo l’hanno firmato tutti, tranne l’azienda».
Camping cig poi cita «affidabili siti web anglosassoni in cui si apprende che Jsw Steel ha preso in considerazione la possibilità di acquisire, in tutto o in parte, gli impianti siderurgici di British Steel, con capacità produttiva di tre milioni di tonnellate di acciaio, tra cui acciai speciali e laminatoi per rotaie e vergella. Che significa per Piombino?».
L’associazione è preoccupata anche per il cambio «alla chetichella della denominazione aziendale: perché? Jsw si prepara forse a servirci un bello “spezzatino”, magari lasciando in Aferpi i dipendenti che sarebbero teoricamente destinati a colare l’acciaio dei famosi tre forni elettrici promessi? Questi ultimi dipendenti rientreranno mai in fabbrica? Oppure diventeranno esuberi dentro un contenitore molto simile a una “bad company”, destinata alla chiusura definitiva?».
Per Camping cig si tratta di domande «tanto inquietanti quanto legittime, tanto più nel momento in cui il mercato dell’acciaio è in crisi mondiale: a Taranto 1400 cassintegrati per 13 settimane dal 1° luglio». Inoltre sugli acciai al piombo «anche Fim, Fiom e Uilm cominciano a sollevare dubbi, quanto meno sulle procedure dell’azienda, la quale non comunica agli Rls i dati della sperimentazione effettuata: alla faccia della trasparenza e della sicurezza».
Così per l’associazione «tutto questo deve essere chiarito nel prossimo incontro al Mise, a cui arrivare con la mobilitazione in piedi a Piombino e a Roma, per fare chiarezza sul presente e sul futuro delle acciaierie, in una prospettiva di acciaio pulito di qualità, competitivo sul mercato mondiale, nel rispetto della salute dei lavoratori e della popolazione: no acciai al piombo e impianti lontano dalla città».
C’è anche un appello a Governo, Regione e Comune, «che devono condizionare ogni agevolazione energetica, ogni contributo pubblico, al concreto e verificabile avanzamento del piano industriale Jsw, tutto da conoscere. Fim, Fiom e Uilm non osano più rivendicarlo, ma intanto l’azienda deve anticipare i tempi di definizione dello studio di fattibilità del primo forno elettrico in corso e avviarne l’installazione. Se, per avere le necessarie garanzie, tuttora assenti, è necessario riscrivere l’Accordo di programma generale, lo si faccia subito: il tempo lavora contro l’interesse comune dei lavoratori e del territorio». Infine l’opinione di Camping cig è che «se l’azienda ancora traccheggia, il Governo deve riprendersi lo stabilimento, stoppandone l’interminabile agonia, nel quadro di una politica industriale che i governi non mostrano di praticare da troppo tempo. Il tempo dell’attesa passiva è finito, anche perché a ottobre-novembre scade la cassa integrazione». —
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