La manifestazione
Giovani rapinati in centro e minacciati con un coltello
Arrestati dai carabinieri i due malviventi, fermati alla stazione di Campiglia. Ferita una delle vittime, ha riportato lesioni al volto guaribili in 22 giorni
PIOMBINO. Rapina in pieno giorno. Minacce e botte ai danni di una delle due giovani vittime. Devono rispondere di tutto questo Davide Barontini, 26 anni, e Luca Celli, 20 anni, entrambi pregiudicati, per i reati di rapina aggravata, lesioni personali gravi e porto abusivo di arma da taglio. Sono arrivati da Cascina per mettere a segno il colpo a Piombino. E con loro al vaglio degli inquirenti c’è anche la posizione di una donna di 23 anni, denunciata poiché ritenuta responsabile di favoreggiamento personale. Una delle giovani vittime ha provato a ribellarsi. E i rapinatori non hanno esitato a colpirlo con violenza al volto, tanto che da procurargli ferite guaribili con una prognosi di 22 giorni.. Circondati e minacciati con un coltello al rientro da una mattina in spiaggia. È accaduto a due giovani piombinesi, poco più che maggiorenni, nel cuore della città, all’inizio di via Giordano Bruno. Al rientro dalla spiaggetta “Sotto Bernardini”, intorno a mezzogiorno del 14 giugno, si sono trovati davanti i due malviventi che si sono fatti consegnare lo zaino portato a tracolla, contenente effetti personali, e un portafoglio con all’interno alcune decine di euro.
La fuga dei rapinatori è finita nel piazzale della stazione ferroviaria di Campiglia Marittima. I carabinieri li hanno bloccati e arrestati mentre stavano scendendo da un taxi. Secondo quanto emerso, la tempestività della segnalazione effettuata al 112 è stata determinante. Il coordinamento delle pattuglie sul territorio dei carabinieri delle stazioni di Piombino e Venturina ha permesso di arrestare in flagranza di reato Barontini e Celli e di denunciare la donna, nei cui riguardi sono emersi indizi di colpevolezza quantomeno in ordine all’ipotesi di favoreggiamento personale.
Le vittime al 112 hanno descritto con ricchezza di particolari gli aggressori sia nelle caratteristiche somatiche che nell’abbigliamento indossato, indicando la direzione della via di fuga. Così ha preso corpo l’ipotesi che gli aggressori fossero arrivati a Piombino in treno. Fatto sta che i malviventi si sono comunque presentati alla stazione di Campiglia Marittima, anche se a bordo di un taxi. Ad attenderli hanno trovato i carabinieri di Venturina, appositamente inviati dalla centrale operativa.
Un lavoro di squadra da parte dei carabinieri, reso possibile grazie alla tempestività e puntualità della segnalazione da parte delle vittime e l’importante collaborazione dei testimoni, in vario modo coinvolti nella vicenda. Le dichiarazioni raccolte dai militari dell’Arma avrebbero trovato anche dei riscontri materiali permettendo così di arrestare i due malviventi. Su disposizione della sostituto procuratore della Repubblica di Livorno Ezia Mancusi sono stati trasferiti nel carcere di Livorno in attesa dell’udienza di convalida della misura pre-cautelare.
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