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Potenti: «Bisogna far luce sul seppellimento di carri siluro in fabbrica»
PIOMBINO. Un’interrogazione parlamentare al ministero dell’Ambiente e una richiesta di acquisizione degli atti dell’indagine in corso da parte della commissione bicamerale mdi inchiesta “Ecoreati” «riguardo ai fatti e allo stato dei luoghi dove furono scoperti nel 2018 sei carri siluro nell’area ex Lucchini».
È questa l’iniziativa di Manfredi Potenti, deputato della Lega e membro della commissione giustizia della Camera dei deputati, oltre che segretario della commissione speciale d’inchiesta sulle ecomafie della Camera.
Potenti spiega dunque di voler «far luce sui gravi episodi scoperti dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri nel 2018 e riguardanti il doloso seppellimento intorno al 2014 a Piombino di sei carri ferroviari adibiti al trasporto di ghisa fusa, assieme a un probabile carico di scorie, all’interno della fabbrica che fa parte del Sin, Sito di interesse nazionale».
Di quei carri siluro del resto in città si parlava da anni. Lo raccontavano operai delle acciaierie, lo scriveva il Tirreno già nel 2001 citando la denuncia alla Procura da parte dell’allora segretario della Fiom, Lorenzo Centenari, un paio d’anni prima di raccontare un esposto ambientalista rispetto ad alcuni bidoni di natura sospetta finiti sotto terra. La magistratura aprì in entrambi i casi un’inchiesta, di cui non si seppe più nulla.
Gli operai raccontavano dei carri siluro (oggetti da 200 tonnellate di ghisa, raffreddata e inutilizzabile) interrati perché tagliarli costava troppo. Dicevano che la ghisa, quando finiva in quelle buche appositamente scavate, faceva tremare il terreno come durante un terremoto, e anche che pur sapendo si trattasse di una cosa illegale, l’operazione avveniva senza precauzioni.
I lavoratori parlavano anche dell’amianto, come di una presenza estesa a tutte le acciaierie e a lungo vissuta senza particolari timori, almeno fino a metà degli anni Novanta, da quando l’esposizione a quel materiale, per la sua conclamata pericolosità, consentì di andare in pensione a migliaia di lavoratori. —
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