Il ministro Costa «A Montecristo non ci sono stati sversamenti»
MONTECRISTO. «Seguo costantemente l’evolversi della situazione. Al momento non sono segnalate fuoriuscite di sostanze inquinanti».È quanto dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che interviene sul caso del peschereccio rimasto incagliato da due giorni sulla scogliera del versante orientale dell’isola di Montecristo. «La società armatrice – commenta Costa – è stata diffidata al recupero del mezzo e a porre in essere ogni azione utile per evitare l’inquinamento del mare. Attendo con ansia l’esito delle indagini che dovranno chiarire cosa ci facesse un peschereccio in un’area off limits non solo alla pesca ma anche ai bagnanti, nella quale è vietato il passaggio di qualsiasi mezzo navale».
Il Bora Bora è semiaffondato, ma ancora incagliato sulla scogliera. L’imbarcazione, per cause che dovranno essere chiarite dalla Capitaneria di porto di Portoferraio che sta compiendo le indagini in collaborazione con i carabinieri forestali di Follonica, mercoledì mattina alle 3,50 è finito con la prua contro gli scogli. Non ci sono stati feriti e per il momento sono scongiurati sversamenti, sebbene nel serbatoio siano presenti circa 6.000 litri di carburante.
Il ministero dell’Ambiente ha inviato sull’isola il mezzo della flotta nazionale antiinquinamento Jerzy, che ha lavorato con cura nei pressi dello scafo per scongiurare danni ambientali. Sono state disposte delle panne assorbenti intorno alla scafo. La barca da pesca è stata monitorata per tutta la giornata, grazie all’ausilio di un mezzo della Capitaneria di porto che è rimasto in zona. I militari e il personale tecnico della Jerzy hanno approfondito le verifiche sullo scafo finito contro gli scogli, in modo da predisporre le delicate operazioni di svuotamento del serbatoio e di rimozione dello scafo che saranno attuate nei prossimi giorni. Dalla Capitaneria, al momento, non si sbilanciano sui tempi che saranno necessari per risolvere l’emergenza. La Capitaneria sta portando avanti anche le indagini che serviranno a chiarire quanto accaduto la mattina di mercoledì. Il peschereccio, con a bordo il comandante più tre pescatori, è stato chiamato via radio dalla Capitaneria quando è entrato nelle acque proibite di Montecristo e, quindi, è stato chiamato da alcune barche vicine poco prima dell’incaglio. Ma non sono mai pervenute delle risposte. —
Lu.Ce.
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