La manifestazione
Ticciati: «Scelta di coraggio e di coerenza»
La neo sindaca di Campiglia prova ad archiviare la prima spaccatura politica che ha portato il consigliere Psi a sedere all’opposizione
campiglia. La neo sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati prova ad archiviare quella che di fatto è la prima crisi politica di maggioranza. A marcare le distanze è il consigliere comunale Lido Andreoni, eletto in quota Psi, che nella seduta d’insediamento ha annunciato la costituzione di un gruppo consiliare autonomo.
«Quella che mi porta oggi ad indossare la fascia di sindaco è una passione, un impegno e una convinzione che mi accompagnano ormai da diverso tempo – afferma Ticciati –. Il progetto con il quale mi sono presentata alle amministrative e la squadra del consiglio comunale, così come la giunta preannunciata l’11 giugno nel consiglio di insediamento, sono i risultati di un lavoro articolato, serio, iniziato grazie a una riflessione profonda del contesto politico, storico e culturale e a una forte consapevolezza dei punti di forza, così come quelli di debolezza, unita a una buona dose di coraggio».
La neo sindaca mette in luce quello che bolla come un paradosso. «È paradossale che nello stesso momento in cui si racconta la politica come un poltronificio, si accusi il primo cittadino di non essere adeguato per quello stesso ruolo, perché non ha dato un posto a qualcuno, senza pensare, o meglio volontariamente ignorando, che questa scelta è sicuramente più difficile e certamente non comoda rispetto alla consuetudine – prosegue –. Non nego il dispiacere dell’uscita dal gruppo di maggioranza di Andreoni, ma ho dovuto fare delle scelte affinché la giunta potesse essere la rappresentazione del progetto, degli obiettivi, dell’innovazione che avevo portato all’attenzione dei cittadini in campagna elettorale».
Ticciati rivendica di essere rimasta «coerente e conseguente con quanto dichiarato in campagna elettorale e cioè che avrei cercato di comporre una squadra di governo capace di dare il supporto in termini di esperienza e robustezza politica, ma che fosse in grado anche di rappresentare quella discontinuità e quella innovazione che Campiglia Comune incarna, dando spazio a competenze e a nuove energie. Questo perché sento su di me tutta la responsabilità di governare un comune da sempre protagonista delle politiche di questo territorio, soprattutto oggi in un contesto politico totalmente modificato». E sottolinea: «La scelta non è stata quella di escludere il Psi, ma di comporre un quadro di persone, competenze, capacità che fossero in grado di rappresentare il mandato che mi appresto a fare. Abbiamo provato a cercare il punto di caduta che però non c’è stato e io non mi sono voluta prendere la responsabilità di venire meno all’impostazione di partenza». Concludendo: «Credo a ogni modo che ci possano essere le condizioni per tracciare un percorso comune dove ciascuno possa trovare lo spazio di esprimersi, e io mi impegnerò in questo senso. So che con questi 5 anni non mi gioco soltanto la mia capacità e la mia autorevolezza di guidare questo Comune, ma la credibilità di una larga parte del centro sinistra e della sua capacità di rispondere ai bisogni delle persone. E io non voglio sbagliare». —
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