Sicurezza
Mortalità, lo studio Sentieri conferma: «Nessun eccesso tra i piombinesi»
Restano fattori di rischio da monitorare legati all’area Sin Suggeriti approfondimenti per le malformazioni congenite
“Non si osservano eccessi di mortalità”. È quanto si legge per Piombino nel V Rapporto Sentieri relativo allo stato di salute della popolazione italiana nei siti contaminati, i cosiddetti siti di interesse nazionale. La precisazione è d’obbligo: la considerazione si riferisce alle cause in cui c’è un’evidenza di associazione con le esposizioni ambientali in rapporto alla mortalità attesa su base regionale. E l’area del Sin, in attesa delle bonifiche, è sicuramente un fattore di più alto rischio di morte.
Lo studio, che si spinge ad analizzare i dati fino al 2015, evidenzia che negli uomini residenti in città la mortalità per il tumore dello stomaco è più bassa di quella attesa su base regionale. Mentre quella dovuta a malattie respiratorie croniche risulta più bassa anche per le donne. E per il gentil sesso si osserva un dato più basso anche per le malattie respiratorie acute.
Resta un punto. Come anticipato dal Tirreno tra il 2006 e il 2015, sulla base dei dati registrati dall’Agenzia regionale di sanità a Piombino il rischio di morte è superiore al dato regionale. Ma è una tendenza, da maneggiare con cautela. Studiare i dati e trarne conclusioni è tutt’altro che scontato.
In città esiste indubbiamente un problema ambientale, ma deve essere altrettanto chiaro che non è così diretto in epidemiologia, la scienza che studia la distribuzione e la frequenza delle malattie ed eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione, il collegamento causa-effetto. Trarre conclusioni a priori e affrettate è facilissimo.
Tra le cause con evidenza di associazione con le fonti di esposizione ambientale presenti a Piombino, che Sentieri definisce sufficiente o limitata, viene evidenziato un eccesso di ricoverati per tumore della pleura nei soli uomini. Tra le cause c’è la componente occupazionale mentre è ritenuto meno plausibile il ruolo delle esposizioni ambientali. E questo perché l’eccesso di mortalità non è presente nelle donne.
Nelle conclusioni la quinta edizione dello studio epidemiologico si sottolinea che nelle cause con evidenza di associazione a priori con l’esposizione ad agenti inquinanti “il profilo di mortalità conferma sostanzialmente una mortalità più bassa per le malattie respiratorie e per i tumori dello stomaco e del colon retto. Viene confermato un eccesso di mortalità per il tumore della pleura, basato su una stima incerta ascrivibile a pochi casi”. Anche il profilo di ospedalizzazione, cioè i ricoveri per cause di malattia, è ritenuto “in linea con quello di mortalità”. Le malattie respiratorie “risultano per entrambi i generi più basse” rispetto al dato atteso su base regionale “sia nelle forme croniche sia in quelle acute”. Risultato che “si riscontra anche in età pediatrica e pediatrico-adolescenziale”. Gli eccessi di mortalità e ricoverati osservati per le malattie cardiovascolari, invece, “non fanno escludere un ruolo della esposizione a inquinamento atmosferico”. Ma è ritenuto un “risultato di difficile interpretazione” su cui incidono i fattori di rischio legati agli stili di vita.
Nella fascia di popolazione materno infantile si registra una maggiore incidenza a Piombino dei casi di malformazioni congenite tra nati vivi e interruzioni volontarie di gravidanza rispetto alla popolazione toscana per difetti cardiaci e per quelli genitali. “Gli indicatori non consentono di sostenere l’esistenza di associazioni causali con le fonti espositive dell’area, ma suggeriscono di effettuare opportuni approfondimenti analitici”. —
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