Gioco
Crisi di maggioranza Il Psi all’opposizione: «Siamo stati traditi»
I Socialisti contestano il non rispetto dell’accordo politico per cui Gori doveva essere l’assessore ai Lavori pubblici
campiglia. «Andremo all’opposizione. Rimaniamo nell’area del centrosinistra, ma liberi dai legami di maggioranza». C’è delusione sul volto del segretario del Psi locale Giampaolo Barabaschi e dei compagni di partito Franco Bezzini e David Gori. La decisione è stata ufficializzata dal consigliere Lido Andreoni nel consiglio comunale di insediamento dell’11 giugno.
«C’erano degli accordi ben precisi», sottolineano più volte, un percorso di collaborazione che ha visto il Psi dare il proprio contributo alla campagna elettorale per Alberta Ticciati. «Abbiamo dato apporto e supporto a Ticciati fin dalle primarie con Viola Ferroni, e soprattutto in questa campagna elettorale. Ma si vede che a lei e al Pd hanno fatto comodo i nostri voti». Tanti gli incontri con il segretario dell’Unione comunale Pd Matteo Brogioni, entrato in giunta, in cui è stato più volte confermato l’accordo per nominare un assessore del Psi. «Ma arrivati al dunque – precisa Barabaschi – il nostro assessore non c’era. Pochi giorni prima dell’insediamento, Ticciati ci ha proposto, prima, la presidenza della Sefi, poi un posto nel Cda della Parchi, infine la presidenza della commissione comunale bilancio. Non crediamo sia il giusto corrispettivo per il nostro impegno».
Già nel 2014 è successa una situazione analoga. Nonostante gli accordi, il Psi non entrò in giunta «ma per senso di responsabilità», sottolinea Barabaschi, rimasero nella maggioranza. «Cerchiamo visibilità politica, per portare il contributo delle idee socialiste e di chi ci ha votato al governo, non una poltrona remunerata. Siamo davvero delusi». «Alle amministrative del 2014 – evidenzia Gori – ci fu negato di mettere in lista due consiglieri, uomo e donna. Mettemmo un solo consigliere ed ebbi la fortuna e l’onere di essere in consiglio. Memore della fregatura, da allora, abbiamo cominciato a lavorare col Pd a un accordo politico». Fino ad arrivare, dopo vari incontri, a tre condizioni che il Psi chiedeva per sostenere la corsa di Ticciati alle primarie e alle amministrative. «Una coppia di candidati uomo donna, Giorgia Liberati e Lido Andreoni – spiega Gori –, un assessore espressione della nostra forza politica, e che avremmo espresso un nome, non più una rosa, su cui non avrebbero messo veti. Condizioni accettate, e quindi come rassicurato da Brogioni, io sarei stato assessore ai lavori pubblici». «Ci sentiamo imbrogliati – concludono –, anche se cercheranno di far passare la cosa come opportunità politica o voglia di poltrone, la realtà è che siamo stati traditi. E la sindaca ha motivato la scelta della giunta, a cui non abbiamo nemmeno partecipato, perché risponde alla sua volontà di creare una cosa nuova e portare avanti un progetto di rinnovamento». –
Annalisa Mastellone
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