Sicurezza
«Programma condiviso Il nostro faro per 5 anni»
Piombino. Il padrone di casa è Francesco Ferrari. Fa da regista e non manca di sottolineare i passaggi fondamentali. «Ho sempre detto che siamo un laboratorio politico degno di nota», dice. E per restare nel segno delle militanze: «Nessuno ha mai rinnegato la propria appartenenza politica. Ma tutti abbiamo guardato alle problematiche che si prospettano per la città, dall’occupazione all’ambiente sono temi che non hanno bisogno di un’etichetta politica. E con questa formula riusciremo a governare bene».
La confidenza con la città Ferrari ha provato a costruirla chiedendo una mano anche a sindaci di centrodestra alla guida di città toscane. «Quando in campagna elettorale sono venuti sindaci di centrodestra che governano in città che sono state roccaforti rosse l’ho fatto per far capire ai piombinesi indecisi che là dove c’è stato un cambiamento gli effetti sono stati assolutamente positivi. Sono importanti la persona, le idee e i progetti».
Che cosa si sia rotto in una città che per settant’anni ha marciato nel solco della continuità Ferrari prova a chiarirlo con un esempio. «Nella sezione elettorale del quartiere operaio di Cotone dove il partito della sinistra prendeva anche l’80% la candidata a sindaco Tempestini ha preso 168 voti, noi 282. Questo non si può catalogare come un voto di protesta. Abbiamo vinto non perché la gente voleva mandare a casa il Pd ma perché siamo stati visti come una forza di governo credibile, che può risolvere i problemi. Abbiamo un programma assolutamente condiviso e sarà il nostro faro per i prossimi 5 anni». —
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