Il Tirreno

campiglia 

Bagno fuori servizio da più di un mese Alla stazione Rfi sopperiscono i bar

Annalisa Mastellone
Bagno fuori servizio da più di un mese Alla stazione Rfi sopperiscono i bar

I gestori dei due locali da settimane hanno maggiori spese Dalla carta igienica all’acqua: «Perché non lo aggiustano?»  

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campiglia. «È inconcepibile che l’unico bagno presente nella stazione non funzioni da un mese e mezzo. Oltretutto di questo disservizio devono farsi carico i nostri due bar, facendo fronte ai bisogni dei viaggiatori, che spesso sono incivili e maleducati». Lo sfogo è di Angela Pesola, titolare col marito del bar La locomotiva fuori alla stazione ferroviaria di Campiglia, che parla anche a nome dei colleghi del bar Lampo, dentro lo scalo ferroviario. Atteso più di un mese prima di accendere i riflettori su una situazione che non è più tollerabile. E fa appella a Rete ferroviaria italiana, per un tempestivo intervento.

Sul bagno automatico che si trova lungo i binari c’è da settimane affisso un foglio bianco con su scritto “guasto”. Così, i viaggiatori che arrivano alla stazione e quelli che scendono dai treni non possono usufruirne. «Non sappiamo perché si sia guastato, e non è la prima volta che accade – sottolinea Pesola –. Ma Rfi sembra non avere alcuna intenzione di ripararlo. Ha un contratto con la ditta che ha messo il bagno, che prevede un intervento di manutenzione al mese. Se si guasta di più non intervengono». Che aggiunge: «La ditta delle pulizie ha telefonato prima a Bologna, poi a Firenze e infine a Livorno, da dove hanno detto di staccare la corrente che alimenta l’apertura automatica del bagno tagliando i fili. Così gli utenti della stazione non ne possono usufruire». E sottolinea: «Non ci si comporta così visto che pagano, anche molto caro, i biglietti».

I due bar si ritrovano a far fronte al servizio per i viaggiatori, con aggravio di spese per consumi di acqua, sapone, carta igienica, pulizia e problemi per gli scarichi che a volte si intasano, come succede al bar La locomotiva. Poi ci sono i giorni in cui di bar aperti ce n’è uno solo perché l’altro osserva il turno di riposo. «I passeggeri arrivano qui da noi incavolati perché trovano il bagno chiuso e spesso pretendo di usare il nostro senza il minimo rispetto. Come se gli fosse tutto dovuto» racconta la signora Angela, mostrando la zanzariera rotta alla finestra dell’attività commerciale. «E ricevo anche offese e spregi se faccio notare che il bagno è inagibile perché intasato da chi mi ci butta dentro gli assorbenti – sottolinea –. Non posso lavorare per pagare ogni volta 300 euro per il servizio di spurgo».

La toilette della stazione già in passato si è spesso guastata. «Ma non lo è mai stata così a lungo – aggiunge –. Visto quindi che noi siamo costretti a sopperire e a dare al pubblico il servizio che non viene dato da Rfi, che ci risarcisca le spese in più che sosteniamo nei nostri due bar. E che intervengano al più presto a risolvere la situazione. Anche se ci è stato riferito che Rfi intende riaprire il bagno non prima della conclusione dei lavori di riqualificazione della stazione». L’intervento è cominciato oltre due anni fa e, come riferito da Rfi nei mesi scorsi, dovrebbe terminare entro l’estate.

«Chissà di quale anno – fanno eco dal bar Lampo –. Ci uniamo all’appello di Pesola per sollecitare Rfi ad aggiustare il bagno automatico dello scalo, e sarebbe inconcepibile che lasciasse la stazione senza questo servizio fino alla chiusura dei lavori. Lavori che oltretutto vanno a rilento e ci stanno danneggiando molto. Ci hanno comunicato che non manca tanto, ma ancora non si quantifica l’attesa». –

Annalisa Mastellone

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