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l’ex sindaco 

Giuliani: «Non basta un post per spiegare Ora confrontiamoci»

Giuliani: «Non basta un post per spiegare Ora confrontiamoci»

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piombino. L’ex sindaco, Massimo Giuliani, analizza a fondo la sconfitta clamorosa del Pd e della sinistra, con autocritica, ma anche spronando il partito a discutere e a ritrovare il contatto con i cittadini-elettori «perso da troppo tempo». Dopo gli auguri al nuovo sindaco Francesco Ferrari, l’ex primo cittadino si dice profondamente amareggiato, ma ci tiene a ringraziare Anna Tempestini «per la determinazione e il coraggio che ha speso in questi mesi di campagna elettorale e così anche tutti coloro che si sono impegnati insieme a lei».

«Inizia un’altra consiliatura, che vedrà il nostro territorio guidato per la prima volta nella sua storia da una maggioranza di destra, a trazione leghista, e con un primo cittadino iscritto a Fratelli d’Italia. La vittoria è stata schiacciante e dovrà porre in atto una seria riflessione sugli errori dell’amministrazione e del partito, da cui certo non mi sottraggo, che sono tra gli elementi che hanno di certo favorito questo risultato».

Giuliani parla di una autocritica «che non sia una sterile operazione di facciata, ma che ci veda all’interno di una riflessione profonda dove sia possibile rimettere in discussione linee e persone. Un partito che sia capace di chiudere la fase delle lotte interne, e riaprire un confronto anche aspro che abbia come esito quello di ricostruire una comunità politica e riprendere contatto con l’elettorato».

«Non si tratta certo di esaurire con un post quello che è accaduto in queste amministrative; saranno altri i luoghi dove affrontare e approfondire questi anni per capire, lo spero, da dove ripartire e come farlo. Mi auguro che da oggi termini anche un’eccessiva propaganda. Piombino non è Berlino e da molto tempo è stata liberata, con la lotta partigiana e i successivi accadimenti che ci hanno portato a vivere e crescere in una Repubblica, dove si è eletti democraticamente, anche nei Comuni, grazie al suffragio universale, e non grazie ai plebisciti di mussoliniana memoria».

«A chi ha vinto, al sindaco Ferrari, spetta l’onore e l’onere di governare e a chi sta alle forze di opposizione, di cui facciamo parte, la necessità di vigilare - conclude - sull’operato del governo della città e la capacità di portare idee e proposte». —

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