Gioco
Daino ferito in un campo Mobilitazione per salvarlo
Monteverdi. Mobilitazione di mezzi di soccorso, la mattina del 10 giugno, per salvare un daino adulto investito mentre attraversava la provinciale 329 all’altezza del podere Sant’Augusto. Purtroppo inutile, le condizioni in cui è stato trovato, senza possibilità di ripresa, hanno obbligato alla soppressione mediante iniezione letale.
È stato il proprietario del podere Oris Danzini a trovare la bestia ferita di primo mattino mentre si apprestava a tagliare l’erba del suo campo prospiciente la strada: il daino era vivo, un bel esemplare adulto di 70-80 chili, dalle corna classificato come “palacone”, uno dei tanti che da alcuni anni a questa parte condividono con cinghiali e caprioli i boschi di Monteverdi, croce degli agricoltori e delizia per i turisti che hanno la fortuna di incontrarli.
La immediata chiamata al 112 ha attivato una veloce operazione di salvataggio: al podere Sant’Augusto sono arrivati una pattuglia della Forestale di Pomarance, l’ambulanza veterinaria della Onlus Amici degli animali a quattro zampe di Lajatico, il medico veterinario Franco Baroni di San Dalmazio, il vicesindaco di Monteverdi Marittimo Alessandro Ferri, esperto cacciatore, che come rappresentate del Comune ha assicurato la copertura delle spese dell’intervento.
All’esame del veterinario, le condizioni dell’animale si sono rivelate molto gravi. «Questa bestia – ha sentenziato Baroni – ha la spina dorsale fratturata. È stato un gran colpo. Resterà paralizzata». Un gran colpo causato, mentre attraversava la strada, probabilmente da un mezzo pesante: sull’asfalto, infatti, nessun frammento di carrozzeria, né segni di frenata. Improbabile comunque che l’investitore non si sia accorto di nulla, ma ha proseguito per la sua strada nonostante il daino si sia accasciato a pochi metri di distanza, ben visibile dalla strada provinciale 329.
Dopo un’ulteriore attenta visita, mentre l’animale dava a tratti segni di vita, il veterinario ha consigliato l’eutanasia. E così è stato: prima un sedativo, poi l’iniezione letale, infine il trasporto con l’ambulanza della Onlus fino a Pontedera, al centro di smaltimento dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest. — G.P.
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