Il Tirreno

il caso subordinate 

Centomila euro quasi in fumo l’ex bancario come testimone

Alessandro Formichella
Centomila euro quasi in fumo l’ex bancario come testimone

Obbligazioni AntonVeneta, incontro nel Pratese di Confconsumatori Toscana Fratini: «Si vede che non c’ho capito niente anche dopo tanti anni di lavoro»

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SAN VINCENZO. Da esperto di questioni finanziarie, proprio da dentro il sistema bancario, a vittima delle obbligazioni subordinate dell’AntonVeneta scese quasi a zero di valore. Giacomo Fratini, 72 anni, di San Vincenzo, ex funzionario per decine di anni del Monte dei Paschi di Siena, la sua storia l’ha raccontata il pomeriggio dell’8 giugno al cinema Ambra a Poggio a Caiano nel pratese, dopo la proiezione del docu-film di Fabrizio Rizzi “Il Buio dopo il risparmio”, in cui si raccontano storie diverse da quelle dell’ex dipendente del Mps, ma affini nella conclusione: aver perduto tutto il capitale investito.

Una storia come altre nell’Italia dei crac bancari fra il 2009 e il 2014 che ha visto coinvolte migliaia di persone quella di Fratini. L’8 giguno, obiettivo principale dell’iniziativa messa in piedi dalla Confconsumatori Toscana e pratese era quello di parlare con gli ex azionisti della Banca popolare di Vicenza, la banca di Zonin che anni fa rilevò la Cassa di risparmio di Prato, il “goiellino” tutto pratese andato in default. Ma la questione della perdita di capitale, non ha riguardato solo obbligazionisti e azionisti delle piccole banche territoriali. Di mezzo c’è anche l’Mps.

«Per lavoro e per tanti anni ho fatto proprio questo, operazioni di acquisto e vendita di prodotti finanziari proprio per la banca per cui ho lavorato, il Monte dei Paschi di Siena – ha detto Giacomo Fratini – dopo in pensione ho continuato da casa, con l’home banking, a fare operazioni. Non nascondo che avevo risorse finanziarie. Nel 2014 decido di fare l’acquisto in due tranche da 50mila euro ciascuna di obbligazioni subordinate (lower tear 2 a più basso rischio) emesse per l’acquisto di AntonVeneta. 100mila euro andati quasi in fumo, con la perdita di valore scesa su questa operazione».

Bancario per tanti anni, esperto da decenni, «eppure sono rimasto coinvolto nella vicenda. Si vede che non c’ho capito proprio niente anche dopo tanti anni di lavoro», ha proseguito Fratini. La Banca, la propria banca in cui l’ex funzionario ha passato una vita lavorativa e non solo, l’ha lasciato incredulo e senza quei 100mila euro.

Oggi, Giacomo Fratini, come altre vittime di altri crac bancari, cerca giustizia, o almeno di riuscire a riavere se non tutto almeno una parte di quella profonda perdita sulle obbligazioni subordinate.

Nell’ultimo libro di Fabrizio Rizzi “I nuovi diseredati”, si parla proprio dei fallimenti delle banche italiane e delle sue vittime ignare, spesso fagogitate con prodotti finanziari e azioni, che si sono visti volatilizzare i risparmi. Forse non è questo il caso di Giacomo Fratini, ma di certo anche la sua vicenda, messa sabato scorso sotto la lente di ingrandimento, è un altro pezzo dei default bancari in Italia. —

Alessandro Formichella



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