Il Tirreno

Altro che quote rosa, il nuovo consiglio di Capoliveri è un’istituzione per soli uomini

Luca Centini
Gli eletti in consiglio comunale a Capoliveri
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Gli eletti in consiglio comunale a Capoliveri

Nessuna donna tra i consiglieri della maggioranza di Gelsi: con la nomina di un assessore esterno si creerà spazio per Sapere. Cardelli, Carmani e Luperini all’opposizione con Montagna

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CAPOLIVERI. Va bene avere delle difficoltà con le quote rosa. Ma questa volta, a Capoliveri, si è davvero esagerato. Il consiglio comunale dell’amministrazione targata Andrea Gelsi non avrà, a meno di avvicendamenti legati alla composizione della giunta comunale, neanche una donna. Uno scenario che ha del tragicomico, soprattutto se si tiene conto della polemica che, di fatto, ha chiuso la campagna elettorale prima del ballottaggio, con l’attacco del sindaco uscente Ruggero Barbetti al candidato Walter Montagna colpevole, se così si può definire, di aver annunciato in anticipo l’eventuale giunta comunale indicando soltanto un’assessora e non due, come imposto dalle norme sulle quote rosa. «Montagna ha trombato una donna», ha scritto l’ex sindaco su Fb, usando dei toni non proprio da femminista convinto. E l’esito del voto conferma come, sul piano della parità tra i sessi, a Capoliveri ci sia ancora da lavorare parecchio.

Consiglio di soli uomini
Il nuovo sindaco Andrea Gelsi, a capo della lista civica Capoliveri Bene Comune, potrà contare sulla guida del sindaco uscente Ruggero Barbetti, il candidato consigliere più votato il 26 maggio scorso con 214 preferenze. Sarà lui, inevitabilmente, il punto di riferimento per il nuovo primo cittadino, come lo è stato durante le fasi della campagna elettorale. Con Barbetti entrano in consiglio altri pezzi importanti della amministrazione uscente. Tra questi Antonello Colombi, presidente del consiglio comunale nell’ultima consiliatura Barbetti che il 26 maggio scorso ha ottenuto 117 preferenze.
La maggioranza sarà composta inoltre da Lorenzo Zini (103), Stefano Baldetti (99), Vittorio Ugo Morosi (83), Andrea Crispu (53), Gabriele Puccini (55) e Gabriele Rotellini (50). Il quadro, tuttavia, è destinato a cambiare, con Gelsi che ha già fatto sapere di voler utilizzare uno degli eletti come assessore esterno, per liberaro un posto in consiglio a Italo Sapere, il presidente del comitato a difesa di Lido e Mola che non ha ottenuto le preferenze necessarie per entrare in consiglio.

Walter Montagna guiderà la minoranza assieme ai consiglieri Leonardo Cardelli, che raccolse 218 preferenze, quindi Gianluca Carmani (155) e Daniele Luperini (103).

Niente donne
Insomma, il consiglio comunale di Capoliveri a trazione Gelsi non avrà neanche un tocco rosa. Non che in caso di vittoria di Walter Montagna le cose sarebbero cambiate in maniera netta. Il successo della lista civica “Valori e Competenze per Capoliveri” avrebbe portato in consiglio comunale la sola Laura Di Fazio, che il 26 maggio raccolse 54 preferenze, mentre Angela Galli e Chiara Ridi sarebbero rimaste comunque fuori dal consiglio comunale. Nella lista vincente, invece, le tre candidate Maria Teresa Silvio (34 preferenze raccolte), Sara Ballerini (32) e Silvia Sottocasa (18) sono rimaste fuori dal consiglio comunale. «Il problema è che in realtà piccole come la nostra le donne non le votano», commenta Barbetti quando, nel corso dello spoglio elettorale di domenica sera, gli viene fatto notare il caso del consiglio al 100% maschile.

Di certo l’amministrazione comunale di Andrea Gelsi dovrà correre ai ripari durante la composizione della giunta, anche perché le norme sulle quote rosa impongono la nomina di almeno due donne, a meno di rinunce e di impossibilità nel reperire figure spendibili (per un caso analogo l’ex amministrazione comunale di Portoferraio di Mario Ferrari ricorse, senza fortuna, a un bando). La polemica pre-elettorale tra Barbetti e la lista Montagna, in questo contesto, è quanto meno particolare. Il sindaco uscente ha rimproverato a Montagna di non aver inserito due donne nella eventuale giunta, quando lui stesso ha terminato il mandato senza neanche una donna nell’esecutivo. Insomma, le prospettive cambiano, ma resta una certezza: a Capoliveri la politica è una faccenda per soli uomini.

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di Redazione web