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Finanza, indagine su false fatture Spagnesi: «La verità verrà tutta a galla»
Bertocci Srl lambita da un’inchiesta su un’impresa bresciana «Dimostreremo la nostra estraneità in quella vicenda»
piombino. Si smarca e segna le distanze da accuse e contestazioni della Guardia di finanza Massimiliano Spagnesi, 50 anni, che parla anche a nome della madre Maria Lorenza Bertocci, 70 anni. I due, in momenti diversi, si sono succeduti come rappresentanti legali della Bertocci Srl, società con sede a Montegemoli che opera nel settore delle carpenterie metalliche.
A seguito degli accertamenti le Fiamme gialle contestano un giro di fatture false per 160mila euro, per i quali Spagnesi e Bertocci sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. Altri 156mila euro di spese secondo gli investigatori sono state indebitamente dedotte ai fini della dichiarazione dei redditi, poiché non inerenti con l’oggetto sociale.
«Le risultanze dell’indagine sono molto diverse da quelle che risultano dalle notizie diffuse, già in massima parte contestate e smentite – afferma Spagnesi –. Nel gennaio 2018 la Guardia di finanza di Piombino ha fatto accesso nella sede legale della nostra azienda per l’apertura di una verifica fiscale su Bertocci Montaggi Srl, e non direttamente su Massimiliano Spagnesi o Maria Lorenza Bertocci. Si è trattato, peraltro, di una verifica molto invasiva, durata per più di 18 mesi, per la quale abbiamo dato massima disponibilità e collaborazione, e che ha consentito di appurare, per espressa ammissione degli agenti verificatori, la correttezza e la regolarità della posizione fiscale non solo di quella specifica società, ma anche di quelle del gruppo a cui essa appartiene». Sarebbero stati 4 gli esercizi contabili passati al vaglio delle aziende riferibili al gruppo Bertocci e i controlli sarebbero stati estesi anche ai soci.
«I rilievi che la Guardia di finanza ha rimesso alla valutazione dell’Agenzia delle entrate sono privi di ogni rilevanza penale e di carattere meramente formale – sostiene Spagnesi –. Sono stati inoltre già ampiamente contestati dalla parte interessata, come infondati e illegittimi».
Veniamo alle false fatturazioni per cui sarebbe scattata la denuncia alla Procura della Repubblica. «La società e i suoi legali rappresentanti sono del tutto estranei ad ogni presunto giro di fatture false», sottolinea Massimiliano Spagnesi. All’origine del provvedimento vi sarebbe un’indagine condotta dalla Fiamme gialle nel bresciano a carico di un’impresa che risulta tra i fornitori della Bertocci. «Siamo rimasti lambiti dalle indagini svolte dalla Guardia di finanza del bresciano a carico di un nostro fornitore marginale – precisa –. Nulla abbiamo a che fare, però, con quella vicenda e lo dimostreranno nelle sedi opportune». All’imprenditore bresciano sarebbero state contestate false fatture a fronte delle quali Spagnesi contrappone fatture, bolle di consegna e bonifici sulle fatture richieste.
«Sorprende che imprese e imprenditori che si sono distinti per il loro impegno sul territorio, in questo periodo così lungo di crisi, e dei quali è stata accertata la piena correttezza si trovino esposti a stravolgimenti della verità tanto violenti, quanto dannosi, in conseguenza della diffusione strumentale di accuse infondate – conclude Spagnesi –. Verranno dunque assunte tutte le iniziative di tutela e di denuncia dei fatti occorsi, che appaiono gravi e inaccettabili». —
Manolo Morandini
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