Il Tirreno

VERSO IL BALLOTTAGGIO 

Fischi e veleni, ma ora serve condivisione

CRISTIANO LOZITO
Fischi e veleni, ma ora serve condivisione

Si chiude una storica campagna elettorale: tante intemperanze ma i cittadini hanno riscoperto la passione politica

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CRISTIANO LOZITO

Domani si concluderanno i tre mesi più intensi della storia politica cittadina. Non è un’esagerazione: non solo mai si era arrivati a un ballottaggio ma soprattutto mai si era vista una partecipazione di popolo così intensa, in entrambi i campi. È vero, ci sono state tante intemperanze, specie sui social: si sono rotte amicizie di decenni, in altri casi persone si sono offese senza nemmeno conoscersi, le discussioni hanno sempre assunto rapidamente quel grado di tensione capace di impedire qualsiasi possibilità di reciproca comprensione. E non sono mancate parole di odio, veleni e calunnie.

Tutto innegabile. Però quest’animosità, che a tratti ha reso l’aria irrespirabile, è stata pure una scorza, sotto cui è emersa da chissà dove la passione, la voglia di far parte di una squadra e finalmente di contribuire alle decisioni. Tutto ciò si è dimostrato plasticamente giovedì, nell’ultimo confronto tra Francesco Ferrari e Anna Tempestini, organizzato dal Tirreno: «Tifo da stadio», abbiamo scritto sul nostro giornale per sintetizzare non solo i cori, i buu e gli applausi, cioè il caos organizzato dai sostenitori dei candidati sindaco, ma anche quella forma di passione propria appunto delle tifoserie, che urlano e soffrono contestando a prescindere il gioco dell’altra formazione, concentrate solo sulla propria squadra e – in modo quasi fideistico – sull’ottenimento del risultato finale, costi quel che costi.

Ecco, domenica succederà che qualcuno vincerà e qualcun altro perderà. E allora occorre che questa passione dei piombinesi, questa voglia di partecipare, non si disperda ma invece si trasformi nella condivisione di una comunità che non vuole più subire le scelte della politica. Così che ognuno nel suo piccolo provi, da lunedì, a dare un contributo alla città che non sia più solo da tifoso. Sostenere questa crescita, questo nuovo modo di essere cittadini che i piombinesi hanno mostrato non solo di volere, ma addirittura di pretendere, starà certo anche al nuovo sindaco. Perché sia Ferrari che Tempestini hanno intuito questo umore dei piombinesi e l’hanno cavalcato, promettendo che mai più si scorderanno di loro, e che ogni decisione importante da qui in poi sarà presa con i cittadini. Capiremo presto se questa, in fondo la promessa più importante, sarà onorata da chi lunedì entrerà da vincitore in via Ferruccio, o se sarà stata solo un’illusione che pian piano sbiadirà nel ricordo di chi ci ha creduto. —

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