Sicurezza
Prelievi ma niente cerotto, pazienti in difficoltà
L’Asl fornisce solo l’ovatta ma non basta ad evitare disagi, chiesto l’intervento del Tribunale per i diritti del malato
PIOMBINO. I primi a darle una mano sono stati un paio di pazienti, anche loro a Villamarina per le analisi e in attesa del loro turno per entrare. Lei invece aveva già fatto e stava uscendo dall’ambulatorio. Niente cerotto. L’ovatta con cui stava tamponando il bucotto, però, era insufficiente a contenere l’uscita del sangue. E quando la donna - peraltro anziana - era a metà corridoio, il sangue ha iniziato a gocciolare sul braccio e sul pavimento. Con un kleneex e l’aiuto dei presenti, il problema è stato arginato. La donna se n’è andata ringraziando senza mai allentare la presa.
«E’ capitato anche a me più di una volta. Il cerotto non lo danno più da anni. Guardi la camicia messa pulita stamani (ieri ndr)», spiega Salvatore Lamastra, uno dei cittadini venuto in soccorso dell’anziana, mostrando in redazione l’indumento macchiato. Lamastra, infatti, dopo aver assistito alla scena, in prima battuta si è fermato al Tribunale dei diritti del Malato per segnalare la cosa. Tappa successiva, il giornale.
«Ho spiegato l’accaduto alla volontaria del Tribunale e insieme abbiamo raggiunto il Centro prelievi per dare contezza dell’accaduto», racconta.
«Dà ascolto a quello che dice la gente?» , sono state le parole di risposta ricevute. Poi, però, è stato fatto notare che qualcuno aveva visto bene quanto era successo e aiutato la persona in difficoltà. «In difficoltà perchè non teneva ben premuto il cotone», ha ribattuto prontamente l’operatrice.
E’ stato questo che ha spinto Lamastra a venire in redazione per raccontare l’accaduto soprattutto perchè gli è capitato diverse volte di subire prelievi in ospedali toscani diversi. E ovunque il cerotto è d’ordinanza.
A Villamarina invece, si esce tutti col batuffolino di ovatta e l’indice ben premuto sopra.
L’episodio è confermato per intero dalla volontaria del Tribunale per i diritti del malato di turno ieri mattina. Anche lei ha avuto esperienze in strutture ospedaliere diverse e conferma che il cerotto è di prassi, dopo un prelievo di sangue.
«Addirittura - afferma - per i pazienti in terapia anticoagulante ci sono cerotti-tamponcino. Ho fatto una piccola relazione e vedremo come muoverci. Le persone hanno ragione a lagnarsi», chiude la donna.
Resta da capire perchè sia stata decisa questa modalità operativa. Per risparmiare sui costi dei cerotti e sul tempo sembra l’unica possibilità
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
