Sicurezza
Dalla Capitaneria ecco tutte le regole per stabilimenti, barche e bagnanti
Obbligatori i cartelli per avvertire dove non c’è il bagnino Vietata la pesca fino a una distanza di 500 metri dai lidi
PORTOFERRAIO. Con l’approssimarsi dell’estate puntuale arriva l’ “onda azzurra” della sicurezza, il pacchetto cioè delle norme e dei comportamenti corretti da seguire, mentre si va per mare. L’obiettivo è quello di disciplinare gli aspetti relativi alla navigazione, all’incolumità dei bagnanti e degli utenti tutti. Lo ha disposto con un’ordinanza ad hoc Agostino Petrillo, capo del Circondario marittimo dell’Elba.
Viene ribadita l’importanza di attenersi al rispetto di regolamenti ispirati alla sicurezza propria e altrui in mare. A ragion del vero si è cominciato dal primo maggio e si arriverà al 14 giugno per rendere ogni fine settimana obbligatori, nelle strutture balneari, i servizi di salvataggio.
Ma è a partire invece dal 15 giugno (fino al 15 settembre, termine fissato dalla Regione) i servizi dovranno essere, ogni giorno, obbligatori. Dove invece non è prevista la balneazione e sulle spiagge destinate alla libera fruizione, i Comuni costieri sono chiamati a provvedere all’installazione di cartelli con cui avvertire il fruitore che la balneazione non è sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio. Ma in che cosa consiste il pacchetto di norme emesse dalla Capitaneria di porto per l’estate 2019? Si comincia con l’individuazione delle zone di mare riservate agli utenti.
Si passa poi alle zone in cui è vietato fare il bagno. Sono individuati inoltre i salvataggi, dove esercitare la pesca, dove si trovano i corridoi di lancio delle barche a motore e sci nautico. Ci sono anche le disposizioni per gli scooter d’acqua.
Infine, trattandosi di un’ordinanza, il dispositivo della Capitaneria di porto prevede una serie di sanzioni per coloro che non dovessero rispettare le norme.
Entrando nello specifico, le zone di mare riservate per i bagnanti sono previste nei duecento metri dal bagnasciuga, mentre invece sui cento nel caso si tratti di scogliere o coste a picco. Gli intestatari delle varie concessioni dovranno provvedere a posizionare dei gavitelli di colore rosso in corrispondenza dell’estremità del fronte mare delle concessioni. Nel caso in cui risultasse impossibile sistemare i gavitelli per i fondali troppo alti, i titolari sono invitati a renderne conto alla Capitaneria della Linguella (oppure agli Uffici marittimi più vicini della zona) che provvederà per il caso.
Ci sono anche delle prescrizioni per i nuotatori. Chi va per mare (in zone non riservate, cioè oltre i duecento metri dalla costa) è obbligato a segnalare la sua presenza con un galleggiante o piccola boa preferibilmente di colore rosso con banda bianca. Oppure può avvalersi di una barca d’appoggio che sia anche in grado di offrire assistenza. Ecco, invece, dove non si può fare il bagno. Naturalmente nei porti. Oppure nel raggio di cento metri dall’imboccatura di approdi o strutture portuali. Come anche nelle zone di transito delle navi e dei traghetti di linea; all’interno dei corridoi di lancio delle barche da diporto; nei canali o alle foci di fossi. Il servizio di salvataggio deve restare attivo dalle 9 alle 19 (che è pure l’orario della balneazione).
E deve essere assicurato da un “assistente bagnanti” o “bagnino” munito di brevetto valido.
L’ordinanza della Capitaneria si conclude con le norme per la pesca. Che è vietata naturalmente nelle fasce di mare di duecento metri dalla riva o dai cento dalle coste a picco; come è sempre vietata la pesca subacquea nelle acque antistanti le spiagge del Circondario marittimo in presenza di bagnanti fino a una distanza di cinquecento metri dalla riva. —
Luigi Cignoni
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