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Sindacati: incontro urgente su Jsw Steel Italy

La sostituzione delle insegne agli ingressi dello stabilimento di Piombino
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La sostituzione delle insegne agli ingressi dello stabilimento di Piombino

Piombino, lettera delle segreterie nazionali al Ministero dopo l’uscita dell’Ad Azzi e della mancata firma dell’Accordo di programma

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piombino. Serve un incontro urgente su Jsw Steel Italy, l’ex Aferpi di Piombino. A chiederlo al Ministero dello Sviluppo economico sono le segreterie nazionali dei metalmeccanici. La lettera spedita il 4 giugno è firmata da Valerio D’Alò (Fim–Cisl), Mirco Rota (Fiom-Cgil) e Guglielmo Gambardella (Uilm–Uil). La missiva è indirizzata al braccio destro del ministro Luigi Di Maio, il vicecapo di gabinetto Giorgio Sorial che segue il dossier piombinese. . A muovere è la revoca delle deleghe da parte della casa madre delle deleghe a Fausto Azzi che, per conto della Jindal South West di Sajjan Jindal, guidava da amministratore delegato le acciaierie Aferpi, Gsi Lucchini e Piombino Logistics, ovvero i tre tasselli del mosaico rilevato da Cevital.

La decisione su Azzi è stata presa il 30 maggio, ma stando ai rumors nei corridoi del quartier generale piombinese era nell’aria da tempo. Insomma, gli addetti ai lavori non vi leggono nessun segnale in negativo rispetto all’impegno dell’imprenditore indiano di rilanciare le produzioni siderurgiche su scala locale. Rimane comunque un elemento di novità su cui i sindacati chiedono di fare luce. «A seguito delle notizie riguardanti il cambio dei vertici aziendali», si legge nella lettera. E ancora: «In merito alla mancata firma dell’Accordo di programma regionale per il rilancio del Polo industriale di Piombino», ovvero quello legato all’investimento di circa 30 milioni per l’adeguamento dell’impianto per produrre rotaie con particolari caratteristiche richieste da alcuni Paesi, un intervento giudicato necessario per accedere a mercati finora preclusi al prodotto piombinese. Ma si chiedono anche lumi «in merito a una ennesima prospettata riorganizzazione aziendale». Insomma, l’obiettivo dei rappresentanti sindacali è quello di fare una «necessaria verifica della situazione aziendale e lo stato di attuazione del piano industriale».

Insomma, i sindacati tornano a suonare la sveglia al Governo. Già le segreterie provinciali nei giorni scorsi avevamo sottolineato come a quasi un anno dall’arrivo del nuovo gruppo Jindal fosse «inconcepibile che non si sia ancora fatto un incontro da parte dei massimi vertici del Governo con i massimi vertici della nuova proprietà per valutare come si possa accelerare e supportare il progetto». Ricordando l’impegno di Sorial come del ministro Di Maio ad organizzare l’incontro entro maggio. «Comprendiamo che ci sono state le elezioni – avevano sottolineato –, ma adesso c’è bisogno di capire come sta procedendo il piano industriale». —M.M.
 

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di Redazione web