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A Cavo si tenta il trapianto delle praterie di Posidonia

A Cavo si tenta il trapianto delle praterie di Posidonia

È scattato il progetto pilota attuato dall’International school for scientific diving. L’esperimento prevede la reintroduzione di alcune piante sradicate dal fondale

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Una prateria di Posidonia oceanica sarà trapiantata in via sperimentale nelle acque di fronte all’Isolotto dei Topi, a Cavo. Il progetto pilota dell’International School for Scientific Diving (www.issdonlus.it) ha preso il via il 30 aprile. È stato ideato e coordinato da Stefano Acunto, direttore dell’Issd e prevede di favorire il ripristino delle condizioni naturali in settori di prateria di Posidonia oceanica degradati. «Per realizzarlo - scrive lo stesso direttore nel comunicato inviato al Tirreno - sono state raccolte esclusivamente piante già eradicate dall’azione delle mareggiate che, una volta selezionate dai biologi Issd, sono state reimpiantate mediante l’uso di particolari biostuoie utilizzate per ancorare le piante sul fondo».

Ognuna di queste stuoie è formata da una rete in fibra di cocco accoppiata a una rete metallica che, una volta distesa in modo da aderire perfettamente al substrato, viene fissata al fondo mediante picchetti anch’essi metallici. Si tratta di stuoie normalmente utilizzate sulla terraferma per il consolidamento e il rinverdimento dei pendii e che per la prima volta vengono testate per il rinverdimento di un fondo marino. «Il progetto - continua sempre Acunto - presenta diverse caratteristiche innovative tra le quali, in particolare, l’utilizzo di materiali completamente biodegradabili e di piante già eradicate per cause naturali il cui prelievo non provoca alcun danno alla prateria donatrice. Tra il 30 aprile e il 5 maggio è stato possibile ripristinare una superficie di circa 150 metri quadrati di prateria di Posidonia mediante il reimpianto di circa due mila e cinquecento talee». Per il futuro sono previsti controlli periodici della sopravvivenza e crescita delle piante, ma i risultati definitivi della sperimentazione si avranno solo al termine di un periodo di monitoraggio della durata minima di cinque anni. Intanto, un primo successo è stato già raggiunto, infatti, l’Arpat ha manifestato l’intenzione di inserire il progetto Issd tra i casi studio della Regione Toscana nell’ambito del progetto Life Seposso (Supporting Environmental governance for the Posidonia oceanica Sustainable transplanting Operations) di cui Arpat è partner e Ispra capofila.

Dopo le campagne di monitoraggio sui trapianti di Posidonia che si sono svolte da giugno 2018 negli altri siti oggetto di studio della nostra Penisola (Civitavecchia, Augusta-Priolo e Ischia), il ’Life Seposso’ è approdato dall’8 al 12 ottobre dello scorso anno a Piombino. Infatti, le praterie di Posidonia oceanica costituiscono uno degli ecosistemi di maggior pregio ambientale dell’ambiente marino costiero mediterraneo e sono riconosciute come habitat delle specie protette. «Alla nostra iniziativa - puntualizza infine il direttore - finanziata dal brand etico di cosmetici Lush Italia, hanno collaborato Valeria e Luigi Paoletti dello Sporting Club Cavo Diving e diversi biologi subacquei, tutti volontari, associati della Issd. Preziosa poi la collaborazione degli enti coinvolti, quali la Regione (direzione difesa del suolo e protezione civile - Genio civile Valdarno Inferiore e Costa, sede di Livorno), il Comune di Rio, l’ufficio Demanio Marittimo, la Capitaneria di porto di Portoferraio e l’ufficio locale marittimo di Cavo». -

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