Sicurezza
Ferrini fuori per 8 voti Nessun apparentamento e si valuta un ricorso
piombino. «Prendere oltre 900 voti come candidato sindaco, 860 come lista, attestarsi intorno al 5% e non entrare in consiglio comunale per 8 voti è ovvio che lascia molto amaro in bocca». Stefano Ferrini di Spirito Libero è rimasto scottato da questo primo turno di elezioni amministrative, ma non intende fare sconti a nessuno. Una campagna dominata dallo scontro tra due colossi come erano gli schieramenti che sostenevano Ferrari e Tempestini, «e piazzandoci comunque al secondo posto tra le liste civiche dopo quella di Ferrari. Per prima cosa quindi ringrazio i 913 elettori - dice Ferrini - che mi avrebbero voluto come sindaco. Subito dopo il fantastico gruppo dei 24 candidati che mi ha supportato e sopportato, insieme ai simpatizzanti e sostenitori che pur non candidandosi ci hanno aiutato. Però non sarei onesto se non riconoscessi che il risultato, al di là degli 8 voti che mi hanno impedito di entrare in consiglio, è stato al di sotto delle mie aspettative. Hanno inciso tanti fattori, non ultimo una separazione dall’alleato di sempre, cioè il Pd, sicuramente tardiva, e probabilmente anche alcuni errori commessi in campagna elettorale. Ero io alla guida, me ne prendo le responsabilità». Ferrini però, tra errori fatti, si riconosce anche il merito di «aver capito che un ciclo si stava chiudendo e quindi era necessario voltare pagina. Siamo una lista civica, ma pur appartenendo la gran parte di noi idealmente al campo del centrosinistra, abbiamo capito che lo scontro era tra cambiamento e conservazione, non tra destra e sinistra. Infatti Ferrari prende 1.110 voti in più delle liste di centrodestra alle europee ed il Pd quasi 900 in meno. Il 70% ha votato per cambiare, contro il 56% di cinque anni fa. A Piombino è come se fosse caduto il muro di Berlino: il vecchio sistema, economico e politico, incentrato sul binomio centralità della fabbrica e Pd, è venuto meno perché da tempo non c'era più “pane e spolverino” e si volevano offrire ai piombinesi non più turismo o diversificazione, ma più rifiuti o almeno questa è stata la percezione. Ad essere rifiutato allora è stato il Pd. Dopo un’ampia discussione interna abbiamo deciso di non fare apparentamenti, lasciando ai nostri elettori la possibilità di scegliere. E del resto, sarebbe pura illusioni pensare di spostare voti dando indicazioni. Anche se fuori dal consiglio e valutando la possibilità di fare ricorso per eventuali errori, Spirito Libero continuerà ad esistere chiedendo conto a chi vincerà ed a chi sarà all’opposizione di confrontarsi con le nostre proposte. Personalmente lavorerò per costruire un nuovo gruppo dirigente». —
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