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Sul dopo Azzi i sindacati chiedono un incontro a Jsw

V.P.
Sul dopo Azzi i sindacati chiedono un incontro a Jsw

Ancora non è stato reso noto il nome del nuovo amministratore delegato, Tra le ipotesi quella del direttore dello stabilimento Mohan Babu

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PIOMBINO. Un incontro con la direzione aziendale sul dopo Azzi. La richiesta la faranno i sindacati che, al di là di scelte proprie della sfera aziendale, vogliono riportare l’attenzione soprattutto sull’andamento discontinuo della fabbrica e su altri elementi collegati ad una politica accentuata di contenimento dei costi.

E’ anche di questo che si parlerà nelle assemblee in fase di convocazione in vista dello sciopero nazionale del 14 giugno per il rinnovo contrattuale. Assemblee di reparto ed esterne, per permettere la partecipazione di chi sui reparti non c’è ancora.

Tra gli addetti ai lavori, nessuno ne fa mistero. Era nell’aria da tempo l’uscita di scena dell’amministratore delegato a cui Jindal ha revocato le deleghe nella riunione di giovedì scorso. Si spiega così anche la sua assenza dalla riunione in Comune per la firma dell’accordo di programma.

Risulta saltato, invece, l’incontro del giorno successivo, venerdì, in cui avrebbero dovuto essere decisi i nuovi assetti.

In alcuni ambienti si dà per certo che la guida del consiglio di amministrazione sia acquisita da Vivendar Bubbar, braccio destro del presidente Jsw Sajjan Jindal. L’uomo, cioè, che per il gruppo indiano ha seguito direttamente la trattativa con Aferpi conclusa con l’acquisizione degli impianti piombinesi.

Tra i potenziali successori di Fausto Azzi, formalmente in ferie, c’è chi spende la carta dell’attuale direttore dello stabilimento, Mohan Babu. Una carta che potrebbe rimettere in campo Sergio Simoni con un ruolo meno marginale, visti anche i buoni rapporti con la proprietà.

Attualmente l’ex direttore delle Acciaierie dirige il controllo qualità dei semiprodotti in arrivo dall’India. Rimosso Azzi, con cui i rapporti sono stati spesso complicati, Simoni potrebbe rientrare alla guida degli impianti, o affiancare il nuovo amministratore delegato.

Al momento è tutto fermo a qualche indiscrezione. I prossimi giorni chiariranno un quadro che, per quanto riguarda l’andamento produttivo altalenante, fa registrare criticità.

Dopo un mese di marzo definito soddisfacente, aprile e maggio non hanno dato risultati analoghi. Passi indietro, secondo fonti sindacali, non mitigati dall’annuncio aziendale delle 70mila tonnellate di giugno.

I sindacati, in sostanza, chiedono garanzie sulla continuità ed una politica meno aggressiva sul contenimento dei costi di personale anche per le implicazioni sulla sicurezza. —

V.P.

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