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Danno fuoco ai mezzi in sosta Distrutti una moto e un furgone

Manolo Morandini
Danno fuoco ai mezzi in sosta Distrutti una moto e un furgone

I carabinieri seguono la pista dell’atto vandalico, escluse altre ipotesi d’indagine Gli episodi nella notte e in contemporanea in corso Italia e piazza Roma

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È notte quando scatta l’allarme incendio. C’è uno scooter parcheggiato in corso Italia avvolto dalle fiamme. Stessa sorte per un furgone in sosta in piazza Roma. Qui il rogo ha lasciato il segno anche sull’auto parcheggiata a fianco. Sui due episodi accaduti tra le 2 e le 3 di notte del 31 maggio stanno indagando i carabinieri del nucleo radiomobile di Piombino.

Che in entrambi i casi ci sia la mano dell’uomo non c’è alcun dubbio. Impossibile pesare a cause diverse. Colpisce la simultaneità dei due eventi. Ma restano oscuri, invece, i motivi che hanno messo nel mirino due mezzi di altrettanti proprietari. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri non ci sono legami di sorta tra i due proprietari e neppure svolgono attività che possano dare da pensare a qualche ritorsione nei loro confronti. Insomma, allo stato delle indagini sarebbero due vittime del caso.

Non è emerso nessun legame degno di essere approfondito tra i due episodi. Se non che potrebbero essere riconducibili agli stessi autori. Sia lo scooter che il furgone sono stati distrutti dalle fiamme.

La pista che viene battuta è quella dell’evento vandalico. È quella ritenuta più solida dai militari dell’Arma che non avrebbero accertato altre ipotesi da verificare. Rimane la gravità di quanto accaduto in una realtà che per rivivere un caso analogo deve riavvolgere le pagine del calendario alla fine di giugno 2018.

In base agli accertamenti tra l’altro i proprietari dei veicoli non hanno neppure la copertura assicurativa per i danni da incendio, per cui a meno di svolte nelle indagini dovranno farsi carico del danno subito. Il proprietario del furgone è un pensionato mentre lo scooter è intestato a un giovane che abita nella zona di corso Italia. Nessuno dei due ha svolto o tenuto condotte che possano far scattare qualche campanello d’allarme e indicare una possibile pista d’indagine diversa da quella dell’atto vandalico.

Chi e quanti abbiano agito nel cuore della notte resta da appurare. Colpisce quella che per gli inquirenti è la simultaneità dei due episodi in due zone diverse del paese, anche se facilmente raggiungibili attraverso il sottopasso ferroviario di via del Passaggino. Sarà un lavoro d’indagine non semplice. Alcuni elementi i militari dell’Arma contano di poterli acquisire da impianti di videosorveglianza installati nelle zone dei due roghi. Non solo dalle telecamere della rete che monitora gli accessi principali del paese, ma anche da alcuni impianti privati. —

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