Gioco
Dopo lo stadio Magona anche il campo Simeone oggetto di un nuovo bando
A giorni si aprirà il terzo step, nuovamente pubblico, con la dichiarazione dei punteggi della valutazione e delle offerte economiche
PIOMBINO. Nuova esclusione dal bando pubblico per l’affidamento degli impianti sportivi comunali piombinesi.
Ad andare a far compagnia all’Atletico Piombino (gestore dello stadio Magona, fuori dai giochi al primo step per la mancanza di firma nella convenzione) è il Centro Atletica Piombino, unico soggetto che si è proposto per la gestione del campo di atletica Simeone. Anche in questo caso la non ammissione al passo successivo del bando è dovuto a un vizio di forma dell’istanza. Un difetto amministrativo non sanabile in soccorso istruttorio.
Sia il campo Simeone che il Magona saranno perciò oggetto di un nuovo bando, al via dopo l’aggiudicazione di tutti gli altri impianti, ancora in gara. Sono state 46 le proposte presentate per 28 impianti comunali. Per 17 di questi è stata avanzata una sola offerta. In tal senso si è deciso di aspettare la conclusione dell’iter di affidamento in corso, nel caso di altre esclusioni, in modo da racchiudere gli impianti rimasti senza offerte in un unico nuovo bando.
La commissione giudicante, formata da Alessandro Bezzini (presidente e dirigente del servizio), Nicola Monteleone (dirigente finanziario) e l’ingegnere Luca Cavazzuti ha steso l’elenco definitivo dei concorrenti, e rispettive istanze, ammessi alla fase di valutazione delle offerte tecnico-gestionali. Come detto, tutti ammessi, ad eccezione di Atletico Piombino e Centro Atletica Piombino. Al termine di questa fase (che dovrebbe concludersi tra la fine della prossima settimana e quella successiva) si aprirà il terzo step del bando, nuovamente pubblico, con la dichiarazione dei punteggi della valutazione tecnico-gestionale e delle offerte economiche.
Tornando alle società escluse alla fine della prima fase di verifica dei requisiti, sia l’Atletico Piombino che il Centro Atletica, nell’ambito dei relativi vizi amministrativi, hanno avuto la fortuna di non avere concorrenti con i quali gareggiare che, proprio in ragione dell’esclusione dell’uno e dell’altro, avrebbero avuto strada libera nel prosieguo dell’iter d’affidamento dei rispettivi impianti. —
Francesca Lenzi
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