Il Tirreno

agricoltura 

Animali selvatici, proposta Cia per rivedere la legge di settore

Secondo i dati dell’associazione in Italia dal 2010 i cinghiali  sono cresciuti del 111% con danni all’agricoltura per 60 milioni di euro all’anno

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campiglia. Un dato per dare la misura dell’urgenza di una riforma radicale della legge sulla gestione della fauna selvatica. A proporla è Cia Agricoltori Italiani: «In Italia dal 2010 ad oggi i cinghiali sono cresciuti del 111% con danni all’agricoltura per 60 milioni di euro all’anno.

«Dopo la presentazione alla camera e senato, è ora sul tavolo anche del ministro per le Politiche agricole Gian Marco Centinaio, la proposta di Cia Agricoltori Italiani, di riforma radicale della legge 157/92 sulla gestione della fauna selvatica», dice il presidente provinciale Cia Pierpaolo Pasquini.

La questione dei danni da animali selvatici, è diventata insostenibile pressoché su tutto il territorio italiano. I problemi e i danni si riscontrano su diversi piani.

«Sul quello economico-produttivo la presenza eccessiva, soprattutto di ungulati, sta rendendo impossibile in molte aree l’attività agricola con crescenti fenomeni di abbandono e conseguenze negative sulla tenuta idrogeologica dei territori. Sul piano ecologico e ambientale crescono le alterazioni ecosistemiche e i disequilibri tra specie, con l’incremento del rischio di estinzione di animali caratteristici dei nostri territori. Sul piano civilistico e salutistico si diffondono malattie causate da selvatici, crescono gli episodi di incidenti stradali con numerose vittime e di aggressioni dirette anche dell’uomo».

Il presidente provinciale Cia prosegue: «Le attuali politiche orientate alla mera conservazione della fauna, dimostrano la loro totale inadeguatezza a governare i processi e a contenere i danni. La legislazione vigente, nata in una situazione ambientale e sociale diversa da quella attuale, risulta superata e carente per affrontare i problemi odierni».

Oggi accanto a specie da tutelare in aree specifiche, ci sono altre che sono in sovrannumero. «Per questo motivo Cia Agricoltori Italiani – sostiene Pasquini – ha presentato un’organica proposta di emendamenti alla legge, non per esaurire o chiudere il dibattito, ma al contrario come base di discussione per favorire un confronto tra tutte le parti interessate a questa materia, con le amministrazioni e le forze politiche. Un confronto che si ritiene debba essere aperto, ma anche tempestivo e proficuo».

Tra i punti chiave sulla questione degli animali selvatici, ungulati, storni, nutrie, e aggiornare un legge obsoleta, la sostituzione del concetto di protezione con quello di gestione, la ricostituzione del comitato tecnico faunistico venatorio, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, distinguere le attività di gestione della fauna selvatica da quelle dell’attività venatoria, rafforzare l’autotutela degli agricoltori, garantire il risarcimento del danno e la tracciabilità della filiera venatoria. —

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