Il Tirreno

la protesta 

Ambulanza senza medico, sindaci sul piede di guerra

Luigi Cignoni
Ambulanza senza medico, sindaci sul piede di guerra

Rio e Porto Azzurro non ci stanno, si attende anche il sostegno di Capoliveri Corsini: «Il territorio è vasto, non basta un mezzo con l’infermiere a bordo»

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RIO MARINA. Sono sul piede di guerra gli amministratori del versante orientale dell’isola, qualora le richieste da loro sostenute non vengano accolte. Parliamo della proposta d’inserimento dell’ambulanza infermieristica tra Capoliveri e Porto Azzurro per la prossima stagione turistica, al posto di quella con il medico a bordo che era stata fino allo scorso anno.

«Non saremo soltanto noi due comuni – sbotta Marco Corsini, sindaco di Rio – Ma cercheremo il coinvolgimento degli altri sindaci».

Una lotta comune per salvaguardare il diritto sacrosanto alla salute, specie nelle cosiddette realtà disagiate, come appunto le isole.

L’azione di coinvolgimento è partita da Porto Azzurro. Si è poi estesa a Rio Marina. Per il momento resta fermo all’angolo Capoliveri. Il quale, come diciamo in altra parte del giornale, non ha ancora scelto la futura amministrazione che lo governerà per i prossimi cinque anni.

«Appena il quadro politico sarà delineato – continua ancora il sindaco di Rio – penso che anche Capoliveri approvi e sostenga la nostra azione».

È stata ventilata la proposta della riduzione, nell’assetto del 118 estivo, della copertura sanitaria con medico nel territorio compreso tra Capoliveri e Cavo. Il medico a bordo del 118 sarà sostituito invece con una postazione infermieristica, ignorando del tutto la legge Balduzzi, che stabilisce come devono essere composte le formazioni del soccorso avanzato. Allo stato attuale del servizio sanitario sull’isola, l’unica ambulanza medicalizzata che gestisce efficacemente il sistema nei mesi invernali è rafforzata, nel periodo estivo, dalle due ambulanze h12 di Porto Azzurro-Capoliveri e di Marina di Campo.

Ciascun servizio di emergenza ha una durata media di circa 45 minuti in prossimità di Portoferraio, ma la supera abbondantemente in caso di servizi più periferici o in caso di emergenze complesse.

«Qualora dovesse andare in porto un simile progetto – continua ancora Marco Corsini – non nascondo la mia forte preoccupazione. Ne risulterebbe anche una notevole perdita di qualità del servizio, qualora si attuasse il piano».

Era stato lo stesso Snami (sindacato nazionale medici italiani) a sottolineare che una sola ambulanza medicalizzata, oltre a quella di Portoferraio, non sarebbe in grado di gestire l’enorme spazio di territorio che va da Cavo fino alla punta più occidentale dell’isola. «Ragion per cui – aggiungeva – circa la metà dei servizi, quelli nell’area che va da Cavo a Capoliveri (più di mezz’ora tra le due località a sirene spiegate) graverebbe sull’ambulanza con solo infermiere». Non accettabile, dunque. Da qui la decisione di scrivere ai massimi organi sanitari locali, della Regione e di governo, per metterli in guardia del pericolo cui si andrebbe incontro. «Abbiamo già l’ospedale messo come è messo – conclude Corsini - Ora un 118 così non va bene per una popolazione con molti ultra ottantenni». —

Luigi Cignoni

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