Gioco
Ferrari, il vero boom a Colmata e Riotorto Ma il centrosinistra crede nell’impresa
Tempestini pronta ad aperture programmatiche per convincere gli elettori di 5 Stelle, Rifondazione e Spirito Libero
PIOMBINO. L’analisi della geografia del voto regala curiosità e spunti interessanti, ma in realtà consegna un quadro sostanzialmente uniforme: la coalizione di centrodestra di Francesco Ferrari s’impone in tutti i quartieri, a dimostrazione che il centrosinistra non ha più vere roccaforti in città: l’esempio lampante viene dal Poggetto-Cotone, dove il centrodestra chiude al 45,18% contro il 31,28% della coalizione di Anna Tempestini. Qui addirittura succede che la Lega sfiori il sorpasso del Pd (20,65% contro il 22,9%) e che una lista di stampo operaista come “Futuro a Sinistra per Piombino” prenda un voto.
A Colmata, il quartiere simbolo della protesta anti-discarica come da previsioni il centrodestra vola (53,22%) e il centrosinistra ottiene il suo risultato peggiore, col 22,68%.
È comunque a Riotorto che la coalizione Ferrari ottiene il suo risultato record, il 57%, contro il 24,85 degli avversari.
Nel centro storico invece centrodestra al 44,36%, centrosinistra al 26,29%, e a Salivoli risultato analogo per Ferrari e compagnia (44,7%), mentre il centrosinistra sale al 31,98. Solo qualche esempio per dire che il risultato complessivo del primo turno per i due contendenti (48,02% Ferrari, 28,82% Tempestini) non ha sofferto di particolari alti e bassi.
Su questi numeri il centrosinistra ragiona da lunedì, per capire dove sono possibili recuperi, anche dal punto di vista dell’astensionismo. Martedì sera intanto in via Marco Polo c’è stata una riunione che ha visto coinvolti tutti i candidati, anche chi è fuori da ogni ipotesi di ingresso in consiglio. La riunione avrebbe riportato un po’ di ottimismo nel centrosinistra, per l’impegno preso da tutti di provare sino alla fine a ribaltare il risultato del primo turno. Tutti sono consapevoli che rimontare 19 punti di scarto da Ferrari sarebbe un’impresa, ma gli ottimisti citano il caso 5 Stelle di cinque anni fa a Livorno, convinti che ripartendo da zero a zero la battaglia non sia persa in partenza, e anche o che molti dei voti persi dalle Europee alle comunali, in un testa a testa si possano recuperare.
Tempestini parlerà con gli sconfitti al primo turno, consapevole che con 5 Stelle e Rifondazione non ci sono spazi per sperare in indicazioni di voto favorevoli alla Sinistra, ma disponibile a ragionare su aperture programmatiche che avvicinino le posizioni. Non appunto per avere un sostegno ufficiale, ma per convincere gli elettori di quei partiti a recarsi alle urne il 9 giugno e a votare centrosinistra.
Diverso il discorso per Stefano Ferrini: il leader di Spirito Libero ha ricevuto la notizia che dopo i conteggi e le valutazioni sui possibili “resti”, per 5 voti non entrerà in consiglio. Il suo movimento pare contrario a qualsiasi apparentamento, ma certo toccherà a Ferrini l’ultima valutazione. —
Cristiano Lozito
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