Toscana
A Petti l’ex deposito Mannari per movimentare i camion
Si tratta sul prezzo d’acquisto del pomodoro: offerto l’8% in più sul 2018. Congelato il piano occupazionale: duecento posti per la stagione estiva
VENTURINA. Italian Food può utilizzare l’ex deposito Mannari per lo stoccaggio e la sosta dei camion. Il via libera arriva dalla giunta comunale Soffritti, che tra gli ultimi atti deliberati ha firmato l’assenso alla concessione temporanea, dal 13 maggio al 31 ottobre, dell’utilizzo dei terreni comunali di via Sardegna. Ha accolto così la richiesta dell’Italian Food di poter riservare quell’area, di circa 7.600 metri quadrati, al parcheggio dei mezzi carichi di pomodoro in attesa dello scarico, durante il periodo di raccolta e lavorazione. . «Prendiamo atto positivamente dell’assenso – riferisce al Tirreno Pasquale Petti, amministratore delegato di Italian Food Spa –, ma attendiamo che si trovi una soluzione per lo smaltimento dei cumuli di rifiuti lasciati dall’azienda che in precedenza operava sui suddetti terreni. Riteniamo che non sia di nostra competenza lo sgombero dei rifiuti che richiede un investimento di circa 30mila euro dal momento che ci siamo già impegnati a corrispondere al Comune un canone di affitto per i mesi di utilizzo dei terreni. Stiamo dialogando con il Comune per trovare una soluzione. Quando i terreni saranno liberi e accessibili andremo a fare gli interventi necessari per lo svolgimento delle nostre attività».
L’accordo sull’uso dell’ex deposito Mannari è una delle variabili da cui dipendono le prospettive occupazionali offerte dal pomodorificio per i mesi estivi: a marzo Petti aveva annunciato la sospensione del piano di assunzioni stagionali, in attesa, oltre che del via libera del Comune sull’area dell’ex deposito Mannari, anche della definizione del prezzo del pomodoro. Ma c’è anche il maltempo a condizionare la richiesta di addetti stagionali da impiegare. Di solito, ai 100 dipendenti stabili, in estate l’azienda assume altri 200 operatori.
«Il piano di assunzioni stagionali – precisa Petti – è ancora in corso di definizione in quanto dipende dalla chiusura della negoziazione con la parte agricola per l’acquisto del pomodoro fresco e dal quadro meteorologico. Sia nel Sud Italia che in Toscana sono infatti ancora in corso le negoziazioni sul prezzo della materia prima. La nostra offerta agli agricoltori è di 92 euro/ton, l’8% in più rispetto allo scorso anno. Ci auguriamo che la nostra proposta venga accettata al più presto così da preparare la nuova campagna di produzione in un quadro di certezza, anche da un punto di vista occupazionale. A ciò si aggiungono le condizioni meteorologiche non favorevoli che hanno già causato un ritardo dei trapianti di circa 3 settimane con conseguenze anche sull’andamento della campagna che sarà più tardiva rispetto alle previsioni, ma senza particolari preoccupazioni». Che conclude: «Tuttavia il protrarsi delle precipitazioni potrebbe avere conseguenze negative sulle rese per ettaro, come avvenuto l’anno scorso. Se dovessimo trovare l’accordo sul pomodoro sui 92 euro per tonnellata e vi fossero condizioni meteorologiche adeguate possiamo prevedere un aumento delle assunzioni stagionali per la campagna di produzione 2019 in aumento del 10% rispetto al 2018. A oggi escludiamo di arrivare al numero di assunzioni stagionali del 2017. Ci riserviamo di poter dare informazioni più puntuali sul piano occupazionale stagionale dopo la metà di giugno».
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