Gioco
Un viaggio fotografico fino ai giorni di Cosimo I
Sta riscuotendo un grande successo la mostra allestita al chiostro del De Laugier. Gli scatti “animati” di Roberto Ridi sembrano dei quadri dipinti dal Caravaggio
PORTOFERRAIO. «Strabiliante», «bellissima». Sono gli apprezzamenti espressi dai visitatori della mostra Civitas Cosimo inaugurata nei giorni scorsi. In tale occasione il chiostro del Centro De Laugier, è parso degno degli Uffizi, arricchito dai 16 grandi quadri viventi, realizzati dagli scatti fotografici artistici di Roberto Ridi, che hanno sfruttato le magiche scenografie costruite ad hoc dall’architetto Leonello Balestrini, scene in grado di riprodurre le informazioni fornite da Gloria Peria, responsabile dell'archivio storico comunale, riguardanti documenti originali del 1548 che descrivono momenti di vita del tempo. Il risultato è stato notevole tanto che Luciano Regoli, il noto pittore classico, presente nel chiostro, ha speso la battuta «Allora posso smettere di dipingere». Le foto, infatti, sembrano suoi quadri del celebre Caravaggio. E quindi una rivoluzione tecnica è in atto. L'Elba ha carenze di immagini storiche? No problem, con le giuste soluzioni scenografiche sarà possibile ricostruire scene di vita di ogni epoca e sembreranno originali del passato.
All’inaugurazione notevole anche il fatto che la manifestazione sia stata arricchita da musiche e danze dell'associazione Historiae, e le grandi tele in tessuto speciale hanno reso immortali pure gli oltre 40 attori, gente di Portoferraio e di altri luoghi, che hanno animato le scene. Le foto artistiche rivelano una città operosa, ricca di sentimenti, ma dove era evidente l'illegalità e ci si poteva imbattere anche in certi furfanti. E vediamo due foto che eleggiamo a simbolo delle altre 14. “L'ospedale di Cosimo” espresso in una delle 7 foto con superficie oltre i 10 metri quadri, realizzata seguendo indicazioni di una lettera del 4 maggio 1549, scritta da Cosimo a Bastiano Campana, estratto da Peria dall'archivio mediceo di Stato di Firenze. L'Ospedale-stanza si trovava “sopra la conserva dove abita Madonna ricca”.
Solo nel 1620 fu costruito un vero ospedale presso la chiesa del Carmine. La scena è sublime in ogni dettaglio, con materiali, arredi e costumi, che fanno notevole lo scatto di Ridi, il quale sfrutta una luce soffusa. Si vedono tre attori elbani: Cristina che sorregge la testa del malato, Renato il malato, confortato dalla moglie Doriana, due marcianesi. Poi il grande tondo di un metro e 40 di diametro, nel settore al primo piano del centro congressuale, dove sono esposte situazioni di vita del 500 e quella scelta fa vedere Pino, Rodolfo Rolando e Gaetano, quattro amici al bar alla Paoli, con personaggi con fisionomia adatta all'epoca e rappresentano quattro soggetti poco raccomandabili in una bettola e si tratta di persone note a Portoferraio e altrove, che si sono gentilmente prestate. Su questo standard elevato sono tutte le altre 14 e visto il loro valore Michelangelo Venturini, padre di tante manifestazioni culturali a Capoliveri ha detto: «Questo è l'evento più straordinario che ho mai visto all'Elba». La mostra rimarrà aperta fino a tutto settembre a ingresso libero, nell'orario di apertura del De Laugier 10-13 / 16-20.
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