Sicurezza
È la forza dell’entusiasmo che fa volare il centrodestra
Tutto portava a immaginare un ballottaggio per la poltrona di sindaco, e ballottaggio sarà, per la prima volta nella storia politica di Piombino
PIOMBINO. Tutto portava a immaginare un ballottaggio per la poltrona di sindaco, e ballottaggio sarà, per la prima volta nella storia politica di Piombino. È andata come in molti pensavano fra gli osservatori e fra gli stessi protagonisti, ma le proporzioni del successo (seppur parziale) di Francesco Ferrari (48,02%), rendono la rincorsa di Anna Tempestini e del centrosinistra, fermo al 28,87%, un’impresa ai limiti del possibile. Se Piombino è stato l’unico comune della Val di Cornia dove il Pd resta primo partito, Ferrari ha aggiunto al suo già corposo raccolto delle Europee (oltre il 38% calcolando i risultati di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) un altro 10% che verso la fine dello scrutinio ha fatto pensare anche alla possibilità di un successo al primo turno.Un incremento di voti rispetto al dato delle Europee che trova le sue ragioni nella forza delle liste civiche che sostengono l’avvocato piombinese nella sua corsa alla poltrona di sindaco.
Una forza cresciuta di pari passo con l’entusiasmo di un gruppo di lavoro che non si è mai fermato dalla fine di marzo, data di avvio di una campagna elettorale studiata fin nei dettagli in tutti i suoi passaggi.Il dato della Lega alle Europee (29,83%) si è quasi dimezzato alle comunali (16,15%) per il grande risultato della lista "Ferrari sindaco" guidata da Giuliano Parodi (altra scommessa vinta da Ferrari) col 17,82%, frutto di oltre 3mila voti. Un altro elemento significativo in caso di successo domenica 9 giugno, perché un’affermazione così sostanziosa della lista civica più importante a sostegno della coalizione di centrodestra, potrebbe consentire a Ferrari di governare con maggiore autonomia dai partiti.Il Pd dunque emerge dal primo turno a stento e con le ossa rotte (23,54%, quasi 10 punti in meno rispetto alle Europee): scarso si è rivelato l’appeal delle liste civiche, mentre Anna Tempestini dopo la complicata genesi della sua candidatura, con esperienza e passione ha dato l’impressione in questi due mesi di poter rimontare qualche punto. Alla fine però la sua coalizione va sotto di 4 punti rispetto al risultato delle Europee del solo Pd. Un dato che porta a 17 punti (e oltre 3.500 voti) la forbice che divide il centrosinistra dalla coalizione avversaria, un margine così ampio da rendere difficile immaginare le strategie che il Pd potrà mettere in campo da qui al 9 giugno.
I democratici ovviamente ci proveranno ma i margini di azione sembrano oggettivamente molto ridotti, dovendo escludere accordi con Cinque Stelle, Rifondazione o Spirito Libero, almeno seguendo le dichiarazioni ufficiali della vigilia da parte dei leader di queste formazioni. Esce male anche Daniele Pasquinelli, dei 5 Stelle, che paga la crisi profonda a livello nazionale del movimento, e che nonostante il serissimo lavoro di opposizione e di studio degli ultimi 5 anni, ha accolto un numero di consensi (11,15%) inferiore anche alle più pessimistiche previsioni.
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