Il Tirreno

Gelsi e Montagna fermi a 1.148 voti, il clamoroso pareggio di Capoliveri

Luca Centini
Ressa al seggio elettorale di Capoliveri
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Ressa al seggio elettorale di Capoliveri

Risultato incredibile dopo una giornata di emozioni e contestazioni: cittadini di nuovo al voto il 9 giugno

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CAPOLIVERI. Che la campagna elettorale di Capoliveri fosse ricca di colpi di scena lo si sapeva da un pezzo. Ma nessuno poteva immaginarsi un epilogo del genere. Le elezioni comunali di Capoliveri si sono chiuse con un pareggio. Serviranno i tempi supplementari. Anzi, più precisamente, per conoscere chi tra Andrea Gelsi e Walter Montagna sarà il nuovo sindaco del paese, dopo dieci anni di amministrazione Barbetti, si dovranno fare delle nuove elezioni, programmate per il prossimo 9 di giugno.

Si è conclusa in questo modo la pazza giornata elettorale nel comune ex minerario, iniziata con lo spoglio e poi proseguita con le contestazioni di alcune schede annullate e conclusa con l’intervento delle forze dell’ordine e con delle infinite operazioni di riconteggio, scheda dopo scheda. Ma, alla fine, ai due candidati a sindaco sono stati riconosciuti gli stessi voti. Pareggio, dunque. Solo intorno alle 21, dopo ore di stallo, è stata presa la decisione che rinvia tutto al 9 di giugno, quando gli elettori di Capoliveri saranno di nuovo chiamati alle urne in una sorta di ballottaggio inatteso, a meno di una decisione diversa in relazione a una scheda non attribuita alla lista Montagna che risulta inserita tra le schede contestate.

Si sapeva fin dall’inizio che lo scontro tra la lista Capoliveri Bene Comune di Andrea Gelsi, sostenuta dal sindaco uscente Ruggero Barbetti, e la lista “Competenze e Valori per Capoliveri” di Walter Montagna si sarebbe trasformata in una battaglia all’ultimo voto. E in effetti fin dall’arrivo dei primi dati dalle tre sezioni elettorali allestite nel comune di Capoliveri il risultato è parso in bilico. È in vantaggio Gelsi di venti voti», informa uno dei cittadini presenti alle operazioni di spoglio, salvo poi fare marcia indietro poco più tardi: «Sono praticamente pari, mancano solo settanta schede». È a quel punto, però, che lo scrutinio si è inceppato. Il motivo risiede in alcune schede annullate e contestate alla sezione numero 1. La tensione è andata presto alle stelle. Diverse decine di cittadini di Capoliveri si sono radunati fuori dal seggio per capire cosa stesse accadendo.

Le forze dell’ordine hanno controllato e difeso le operazioni di voto, in modo da garantire agli scrutatori il complesso (e lungo) riconteggio. Intorno alle 21, al termine dell’adunanza dei presidenti di seggio, si è deciso di sancire un pareggio che, ovviamente, ha dell’incredibile ed è destinato ad allungare di altre due settimane una campagna elettorale che, tra dissalatore e polemiche, si era già dimostrata estenuante. Un caso raro, non unico. Nel 2016, nel comune da 4500 anime di Casina, nell’Appennino tosco emiliano, accadde la stessa cosa. I capoliveresi, vista la tensione di queste elezioni, avrebbero rinunciato volentieri a questo record. —

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di Redazione web