Il lutto
Bertini si prepara a fare opposizione Marconi accusa il Gruppo 2019
Diverse le reazioni dei due candidati sconfitti dal centrosinistra
I COMMENTI
Oltre 3. 800 i voti che si sono divisi Nicola Bertini col Gruppo 2019 e Giovanni Marconi con “Marconi sindaco”. Entrambi hanno portato avanti una campagna elettorale senza risparmiarsi, anche se talvolta i toni tra i due sono stati accesi. Adesso è il momento di guardare avanti. Per Bertini, avanti verso un’opposizione in grado di intercettare le varie anime che hanno sostenuto la corsa di una lista civica che si è presentata come trasversale, con l’appoggio di Lega e Forza Italia. «Gli elettori hanno scelto, congratulazioni ad Alberta Ticciati – ha scritto Bertini in una nota – La nostra analisi era corretta, stavolta c’era la possibilità storica di cambiare, in tutta la Val di Cornia, purtroppo il quadro politico determinatosi non l’ha consentito. Vince di nuovo il Pd, con una percentuale abbondantemente inferiore al 50%. Sentiamo la responsabilità di rappresentare oltre duemila cittadini di Campiglia nonché la maggioranza dei votanti del borgo, di dover interpretare al meglio la loro fiducia, il loro entusiasmo, la loro attuale delusione. Fieri d’aver avvicinato l’elettorato di nuovo alla politica locale, vogliamo che questo prezioso legame si consolidi nel tempo, il nostro impegno crescerà per questo, per rappresentare l’interesse pubblico. Ringraziamo sentitamente tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia, non li deluderemo».
Per Marconi il centrodestra avrebbe potuto vincere se FI e Lega avessero appoggiato la sua lista, che ha corso sostenuta da Fdi. «Ma a tre mesi dalle elezioni, alla nostra legittima richiesta, i coordinatori di FI e Lega ci risposero che da oltre un anno lavoravano col Gruppo 2019, e che noi eravamo intempestivi – spiega in una nota – In un momento in cui il centrodestra vinceva in tutte le regioni, a Campiglia appoggiava una lista con un candidato sindaco proveniente da Rifondazione comunista e oltretutto di un altro paese. Addirittura dopo che noi siamo entrati nella competizione sono stato diffamato ipotizzando di aver stretto un accordo sottobanco con l’ex sindaco Banti, per formare una mia lista così da far vincere il Pd dietro compenso economico. E invece è successo che la nostra lista, pur arrivando ultima, con i voti sommati a quelli del Gruppo 2019 avrebbe consentito al centrodestra di vincere, e finalmente di cambiare. Dunque, la morale è che chi agisce nell’ombra è destinato a perdere; mentre chi è chiaro, anche in soli tre mesi, può raccogliere molti consensi». —
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