Il Tirreno

la sentenza 

Parco urbano di Tolla Alta le aree passano al Comune

Manolo Morandini
Parco urbano di Tolla Alta le aree passano al Comune

Il giudice amministrativo ordina al costruttore di cedere a titolo gratuito i terreni Il passaggio di proprietà previsto nella convenzione della maxi lottizzazione

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Un parco urbano. Sulla falsa riga di quanto ha preso forma a Punta Falcone. Ma sul versante opposto della costa piombinese. Zona Tolla Alta. Dieci ettari di natura a picco sul mare. L’unica certezza è che quello spicchio punteggiato di agavi e fichi d’india è di proprietà pubblica. Anche se per stabilirlo è servito l’intervento del giudice amministrativo. La vicenda si lega alla prima delle maxi lottizzazioni realizzate sulla collina segnata dalle antenne dei ripetitori.

È del 2001 la firma della convenzione tra il Comune di Piombino e la società proprietaria dei terreni, la Immobiliare Cocomazzi & C. Srl. In pratica, a fronte della realizzazione della lottizzazione la società si è impegnata a scomputo degli oneri di urbanizzazione a cedere gratuitamente al Comune le aree necessarie per le opere di urbanizzazione, la viabilità carrabile e pedonale, i parcheggi, le aree a verde e lo spicchio di collina destinato al parco urbano. Che ci sia più di una difficoltà traspare dalle righe della determina 507 del 7 maggio scorso, in cui si rileva che la società “non ha ancora adempiuto al collaudo delle opere realizzate, ne all’attuazione di alcuni interventi previsti dalla convenzione, derivandone un dilatamento dei tempi di definizione degli atti per il trasferimento definitivo dei terreni”.

A marzo del 2017 la dirigente del Comune Camilla Cerrina Feroni sollecita il lottizzante a portare a compimento quanto previsto dalla convenzione. Invece, si registra quella che viene definita una “perdurante inerzia” da parte della Immobiliare Cocomazzi. Da qui la scelta di intraprendere la via del Tribunale amministrativo regionale della Toscana. La sentenza che accoglie a pieno le ragioni del Comune è del 14 novembre scorso. Il giudice amministrativo ha stabilito che le non può essere fatto valere che quelle aree non siano state richieste dal Comune alla società alla scadenza decennale della convenzione. Insomma, seppur con qualche difficoltà il perimetro dei beni pubblici adesso è chiaro. Ma servirà del tempo prima che l’area possa essere attrezzata, anche se nei piani urbanistici la previsione c’è.

C’è un’altra lottizzazione in zona Tolla Bassa che faceva capo alla Immobiliare Coccomazzi, ma che è passata di mano alla società grossetana Immobiliare 23. Qui, le difficoltà che in questi anni hanno investito il mercato immobiliare si misurano nella fase di stallo. Le costruzioni sono state completate per circa la metà di quanto previsto nel piano di lottizzazione. E non tutto avrebbe trovato riscontro sul mercato. Tanto che già prima del 2016 con l’amministrazione comunale è stato aperto un confronto per poter rivedere le previsioni. E la recente variante al regolamento urbanistico ha accolto l’idea di poter modificare il piano di lottizzazione originario riducendo i volumi da edificare per far spazio ad attività a servizi del porto. Anche se ad oggi la Immobiliare 23 non avrebbe tradotto in una proposta di progetto quanto previsto dalla variante urbanistica. Il primo risultato però è che rispetto alla scadenza originaria il piano di lottizzazione scadrà a maggio del 2024. —

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