Gioco
Vetro, plastica, polistirolo: 80 sacchi di rifiuti in 3 ore
Più di 50 persone (tanti ragazzi) hanno aderito all’appello di Legambiente con Love the sea like me, Triblog, Clan. Si progetta di tornare a fine giugno
«Sembra la palude della tristezza come ne “La storia infinita”...» commentano i volontari, chini tra la vegetazione, raccogliendo pezzi di reti da pesca, vetro, plastica, polistirolo... e lampadine, tante. Più di 50 persone, ieri mattina, in area Quagliodromo, tra spiaggia e retro duna, tanti giovani: dalle 9,30 alle 12,30. All’accoglienza pronta consegna di pettorina, sacchetto, guanti.
Alla fine di sacche ne sono stati riempiti più di 80, qualcuno ne aveva portati anche da casa. A rimuoverli ha pensato l’Autorità portuale.
Qui Legambiente, con la collaborazione delle associazioni Love the sea like me, Triblog, Clan. «Tolto un bel po’, sì’– dice Adriano Bruschi (Legambiente) – ma soprattutto sul retro spiaggia è rimasta tanta roba, un’area umida irraggiungibile. Vogliamo tornarci, quando è più asciutto, magari a fine giugno. Da immaginare cosa avevano già portato via i ragazzi qui a lavora da diversi mesi, ogni settimana. Persino tubi e un frigorifero...». Dopo un primo rinvio per previsioni meteo avverse, in tanti hanno aderito all’appello per questa azione concreta a difesa del mare, con pulizia di spiaggia e zona circostante.
«Mattinata super produttiva al Quagliodromo – commentano, come sempre in rete, dalla pagina Love the sea like me – È venuto ad aiutarci anche un gruppo di ragazzi di Firenze che giustamente ci ha detto “Questo mare è anche nostro e lo vogliamo proteggere! ” Un grazie da tutti noi».
Tratto di costa scandalosamente sporco, anche perché non servito da Sei e dalle cooperative che operano sulle altre spiagge. «La difesa del mare e dell’ambiente è divenuta un’emergenza che ognuno deve contribuire a risolvere – riprende Bruschi – con azioni valide e magari cambiando il modo di consumare, non possiamo più essere spettatori dobbiamo divenire attori del cambiamento». Tra i commenti più condivisi, ieri mattina, la necessità non solo di non usare e non acquistare bottiglie, piatti, bicchieri, cannucce o posate di plastica, ma proprio non produrli più. Comunque qui la storia è tutt’altro che infinita, quant’è vero che il giro del mondo comincia con un passo. Prestissimo nuova convocazione per grandi pulizie, da non mancare. –
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