Legambiente promuove il parco eolico a Piombino
«Gli aspetti positivi del progetto superano quelli negativi. Tutti d’accordo sulle fonti rinnovabili ma a parole»
PIOMBINO. Legambiente promuove il parco eolico al Quagliodromo. Lo fa con una nota articolata, a doppia firma, quella di Adriano Bruschi, presidente Val di Cornia, e Fausto Ferruzza, presidente regionale, per i quali ci sono piò aspetti positivi che negativi.. «Quando era il momento di occuparsene, - aggiungono - solo alcune associazioni come la nostra hanno presentato osservazioni, fatto fare studi suppletivi e ottenuto modifiche al progetto. Non ricordiamo che altri abbiano fatto altrettanto».
Una sottolineatura forte riguarda l’ambientalismo scientifico «che insegna a valutare lucidamente vantaggi e svantaggi di ogni progetto. Se si vedono solo i problemi, non si fa mai nulla, se si vedono acriticamente solo i vantaggi, si rischia di veder accettate opere decisamente sbagliate. Nessun impianto energetico ha impatto zero».
In apertura i rappresentanti di Legambiente però mettono un elenco dettagliato di elementi tecnici: dall’altezza delle torri: (112 metri al mozzo e una estensione delle pale di 68 quindi la massima altezza di punta-pala raggiunge i 180)), alla distanza fra le torri: « 320 metri, disposizione 1,6 km; le sei torri si trovano a 400 metri dalla spiaggia subito a ridosso della zona industriale Aferpi -Dalmine».
Si ricordano anche la produzione annua, la rotazione in rapporto al vento, e il costo dell’energia. «Enel - si legge - vende ai grandi consumatori industriali a 100 €/ MWh o più (dipende dai contratti in essere) - Enel acquista da WEB a 66 €/ MWh - WEB può vendere ad altre aziende a circa 75 – 80 €/ MWh - Royalty al Comune di Piombino: 2% del fatturato cioè 68.640 € all’anno circa se vende all’Enel, altrimenti (con altre aziende acquirenti) una cifra anche superiore».
Per generare la stessa energia annua, Bruschi e Ferruzza ritengono che sarebbero necessari oltre 28 ettari di territorio di fotovoltaico.
Quindi, un passaggio sul rumore che nello studio di Via, si attesterebbe sui 33,7 decibel sotto la pala mentre gli aerogeneratori Vestas modello V136, apparecchiature di ultima generazione, produrrebbero rumorosità inferiore a quella indicata nella Via.
«L’azienda - prosegue la nota - sostiene che i rilievi fonometrici ufficiali prevedono che il parco non produrrà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale di rumore di fondo; impatto sonoro sempre inferiore al rumore di fondo, già a circa 200 metri, nei momenti di massima rumorosità, è trascurabile».
Sulla localizzazione e il design «la soluzione adottata pare la migliore delle soluzioni possibili, nel contesto dato. Appena a sud dell’area Dalmine, il parco eolico in questione risulta ingentilire la skyline del comparto industriale esistente».
Capitolo occupazione: le pale ne porterebebro poca nella fase del montaggio e della manutenzione, ne porterebbero tanta nella fase della fabbricazione, anche se non qui, «e ne potrebbero portare tanta anche a Piombino con l'energia che producono. Se producono energia a un prezzo inferiore di quello che chiede Enel, e alcune aziende ne fruiscono, s’induce uno stimolo alla stabilità produttiva e occupazionale. Se localmente si riuscisse a consorziare le aziende nella produzione ed utilizzo dell'energia rinnovabile, si creerebbe un sistema anche di attrazione delle imprese più innovative favorendo nuova occupazione».
Nota politica conclusiva espressa dai vertici regionali di Legambiente: «Mentre i ragazzi del Global Strike for Future ci redarguiscono sulla mancanza di coraggio nell’accettare, con pienezza e serietà, la portata epocale della sfida climatica, come possiamo giustificare oltre la nostra inerzia? Favorire le fonti rinnovabili di energia è una formula passe-partout, con cui ormai tutti inaugurano le proprie campagne elettorali. Eppure, quando poi si scende di scala, sui territori, non c’è giardino utile per ospitare gli impianti che dovrebbero produrla questa fantomatica energia rinnovabile. Serve coraggio» —
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