Gioco
In scena i problemi di oggi da risolvere tutti insieme In ricordo di Paolo Canessa emozione e tanti applausi
Successo e tutto esaurito al teatro Metropolitan per “Altrove” show messo in scena da Riolab per acquistare due defibrillatori
IL RACCONTO
Emozione quasi da toccare al teatro Metropolitan. L’Associazione danza teatro Riolab, attori ballerini (tecnici) impegnati nella messa in scena di “Altrove”. I temi (e i problemi) al centro della commedia inedita, scritta e diretta da Cristina Cianchi sono quelli di ogni giorno. Si parla di immigrazione e di tutte le difficoltà che ne derivano.
Ma che i proventi della serata sono destinati all’acquisto di due defibrillatori in ricordo di Paolo Canessa - uno per il Metropolitan, uno per e la scuola di vela a Baratti - l’hanno ben chiaro tutti.
Piace l’ambientazione, un’isola (?), in un punto imprecisato del Mondo. Dove ci sono un bel po’ di personaggi che ruotano intorno a varie situazioni sociali, con sullo sfondo una fabbrica in dismissione.
Dunque persone alle prese con la disoccupazione e i tanti problemi per mantenere la famiglia. Naturalmente i ricchissimi. A giostrarsi tra cittadini e situazioni il sindaco, ex pugile, ex campione del mondo naturalizzato americano.
Di scena in scena fino alla “resa dei conti” quando una tempesta fa un sacco di danni e raduna tutti sulla piazza principale. Con l’influencer del luogo che non influenza più nessuno perché senza corrente i device non funzionano più. Il sindaco tanto bravo sul ring col panico non riesce a far nulla. La riccona, già arrabbiata per i migranti sotto casa fa i conti coi danni della mareggiata, i turisti che vogliono scappare e la figlia sposata con un disoccupato metallurgico incerta sul futuro.
Cadono le maschere e il maggiordomo della riccona si rivela sarto d’elite, il profugo che è un ingegnere, l’unico a poter trovare una soluzione. Ma a scendere nel tunnel per risolvere può esser solo il disoccupato utilizzando “le fibre all’isolana coi colori d’altrove” idea del sarto. Perché solo tutti insieme ce la possiamo fare. Ecco intonare “...e la vita la vita e la vita l’è bella” di Cochi e Renato e si apre lo striscione “Ciao Paolo”. Solo anche, ancora tanti applausi. —
Cecilia Cecchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
