Il Tirreno

Dagli spazi della fiera allo sviluppo termale e delle filiere agricole

Annalisa Mastellone
Dagli spazi della fiera allo sviluppo termale e delle filiere agricole

Le linee di politica economica nei programmi dei candidati a sindaco Diverse ricette e soluzioni per rilanciare tre settori fondamentali

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campiglia. Sala Sefi colma per l’ultimo dibattito pubblico dei tre candidati a sindaco di Campiglia Marittima la sera del 20 maggio: Alberta Ticciati per Campiglia Comune (Pd, Psi e comitato cittadino Agorà), Nicola Bertini per la lista civica Gruppo 2019 e Giovanni Marconi per Marconi Sindaco. Il confronto moderato dal giornalista del Tirreno Manolo Morandini ha preso le mosse dai settori caratterizzanti l’economia campigliese.

Area fieristica

Marconi ha ribadito che la fiera è «un’eccellenza sottoutilizzata e mal gestita che dovrebbe invece servire al rilancio dei vari settori economici». La sua idea è di creare in quegli spazi dei mercati periodici dedicati per esempio all’ortofrutta, all’artigianato, ma anche di allestirvi spettacoli e manifestazioni di vario genere. «La fiera deve funzionare tutto l’anno – ha detto –. L’idea è di fare un’expo che porti soldi nelle casse comunali. Intendiamo toglierla dalla gestione della Sefi, partecipata del Comune, che la gestisce procurando un utile di soli 1.580 euro l’anno». Sefi gestisce fiera, farmacia comunale, biblioteca dei ragazzi, palazzo pretorio e civico Mannelli. «Le partecipate nascono non per fare utili ma per gestire servizi per conto del Comune» ha replicato Ticciati, precisando che i 1.580 euro sono l’utile effettivo a fronte di oltre 300.000 euro corrisposti da Sefi al Comune. «Gli altri introiti sono così redistribuiti nelle casse comunali – ha detto –. La Sefi quindi funziona, di certo gli spazi fieristici possono essere sfruttati di più. Pensiamo di metterli a disposizione delle associazioni e magari organizzare altri tipi di fiere, come per prodotti tipici e tutto quel che rende importante questo territorio». Sulla necessità di tenere attiva l’area fieristica tutto l’anno e di aprirla a un bacino più ampio ha insistito Bertini. «È un errore tenerla chiusa 340 giorni all’anno – ha detto –. Bisogna fare un ragionamento sui canoni da pagare, sul livello di coinvolgimento del tessuto associativo ed economico che può usufruire di quegli spazi per promuovere il territorio e favorire la ripresa. Ma c’è bisogno di un bacino ampio, di guardare oltre la Val di Cornia».

Agricoltura

«Vogliamo – ha spiegato Ticciati – incentivare gli agricoltori a investire in impianti per risparmiare acqua come invasi e impianti a goccia. E sostenere la cooperazione tra aziende, perché l’agricoltura deve fare rete per essere più forte e competitiva sul mercato coi suoi prodotti». Per Marconi è importante realizzare dei consorzi «in grado di promuovere i prodotti con strategie manageriali e di marketing. Per dare una mano all’agricoltura il Comune può obbligare le mense scolastiche a usare prodotti locali («già è così» ha poi risposto Ticciati), e organizzare mercati periodici in fiera». «Quest’area è a crisi economica avanzata – ha premesso Bertini –, ha bisogno di una riconversione urgente e l’agricoltura è fondamentale in questa strategia. Un Comune deve pretendere quindi dagli enti tutti, compresa la Regione, l’attenzione affinché siano destinate le risorse necessarie a qualificare e potenziare il settore. E non far passare, per esempio, un Programma di sviluppo rurale (di gennaio) in cui gli incentivi per l’irrigazione non vengono riconosciuti in Val di Cornia perché c’è poca acqua».

Parco termale

Marconi ha ribattuto sulla mancanza di architettura e strutture per definire Venturina una cittadina termale. «Poi senza la discarica a pochi metri dal litorale – ha aggiunto – avremmo potuto beneficiare di un turismo che poteva dividersi tra mare e ricreazione termale». «Fondamentali sono le politiche d’area e la Parchi uno strumento cruciale nel rilancio turistico – ha risposto Ticciati –. Vogliamo poi creare una rete di accoglienza, investire in punti informativi, collegamenti (ecovie e piste ciclabili) e trasporto anche pubblico per portare turisti nei posti nevralgici». «Se si vuole un polo termale – ha detto Bertini – bisogna riuscire a collegare l’area dei laghetti con l’area a monte dell’Aurelia, con le sorgenti di Caldana, e con le iniziative private. Miope la variante urbanistica ex Comer per realizzare due nuove strutture commerciali. E i 400.000 euro spesi dal Comune per il parco della musica potevano investiti in altro e meglio». —

Annalisa Mastellone

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