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Capannone e attrezzi distrutti dal fuoco Il rogo nell’azienda vitivinicola Petra
Per avere ragione delle fiamme dall'1,40 di notte hanno operato 11 undici vigili del fuoco con tre mezzi antincendio
È notte quando scatta l’allarme a San Lorenzo. La colonna di fumo. Il bagliore delle fiamme che squarcia una delle tante immagini da cartolina dell’azienda agricola Petra. L’incendio, nonostante l’impegno e il dispiegamento di mezzi e uomini dei vigili del fuoco, inghiotte i macchinari e le attrezzature agricole ricoverate nel grande magazzino. Ma per la conta dei danni servirà del tempo. Come per fare luce sulle cause del rogo. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa.
All’1,40 del 21 maggio nella campagna di Suvereto, a San Lorenzo, i primi ad arrivare sono i pompieri del distaccamento di Piombino. A loro si aggiungono una squadra partita da Cecina e un’altra da Livorno. Le sirene e i lampeggianti blu scuotono la tranquillità notturna di questo spicchio di campagna.
Nel momento più critico intorno a quel capannone in fiamme si contano undici vigili del fuoco impegnati con tre mezzi antincendio e l’autoscala. Ore di lavoro continuo. Fino all’intervento di bonifica si è concluso nel primo pomeriggio. Ed è il momento in cui chi può si avvicina e affaccia sulla scena.
Di quel che c’era nel magazzino restano solo macerie annerite. Del tetto resta solo lo scheletro delle travi annerite e consumate dal fuoco. Si è salvato ben poco. Danni ingenti, ma nessuno si sbilancia ancora nel dare delle cifre.
Nella mattinata dal bresciano è arrivato a San Lorenzo l’imprenditore Vittorio Moretti, costruttore edile, imprenditore del vino e presidente della Holding Terra Moretti di cui fa parte anche la cantina di Suvereto. E dà il segno di come l’accaduto sia vissuto come un fatto inedito, fosse solo per le attrezzature andate distrutte necessarie per la cura dei vigneti.
Il riserbo nelle ore concitate dell’incendio dall’azienda Petra è massimo. I cancelli dell’azienda agricola restano chiusi. A domanda precisa si ottiene solo una conferma dell’accaduto.
«È andato a fuoco un capannone in cui erano ricoverati trattori e altri macchinari per la cura dei vigneti», dicono da Petra. E ancora: «È andato completamente distrutto il capannone». Nessuno si sa dare una spiegazione per l’accaduto: «Saranno i vigili del fuoco a ricostruire che cosa è successo veramente».
Sul posto dell’incendio arrivano anche i carabinieri di Suvereto. Quella dei militari dell’Arma è una ricognizione dei luoghi in cui si trova il capannone. Stando ai primi risultati non sarebbero stati riscontrati elementi che possano far pensare a una pista dolosa. Anche se per escluderlo con certezza si dovrà attendere la perizia all’interno di quel che resta del capannone da parte dei vigili del fuoco. Una verifica tutt’altro che semplice, per escludere la presenza di inneschi per far scoppiare e alimentare il rogo. Insomma, l’ipotesi più accreditata sembrerebbe quella di una causa accidentale, un cortocircuito si dice. Nessuna traccia, invece, che faccia pensare a incursioni all’interno della proprietà. —
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