Il Tirreno

L’ultimo consiglio nel giorno delle elezioni: l’era Ferrari si chiude con il colpo di scena

Luca Centini
L’ultimo consiglio nel giorno delle elezioni: l’era Ferrari si chiude con il colpo di scena

Domenica il voto del rendiconto a urne aperte. Le minoranze: «Così si viola il silenzio elettorale, scriviamo al Prefetto»

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PORTOFERRAIO. Il finale è degno di un film. Tanto da rendere Portoferraio un caso più unico che raro in Italia e forse in Europa. Ma, del resto, chi da tempo segue da vicino le avventure della consiliatura targata Ferrari, ai colpi ad effetto e ai casi limite ci si è abituato.

Domenica mattina, proprio mentre gli elettori della città medicea si recheranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco, il consiglio comunale si riunirà, alle 10, per votare il bilancio consolidato del 2017 e il rendiconto del 2018. E in caso di seduta deserta non ci sarà da preoccuparsi: il consiglio si terrà lunedì mattina, quando nel frattempo sarà in corso lo spoglio delle schede. Insomma, non siamo neanche più sul filo di lana, ma all’ultima fibra del filo di lana. E il bello è che se non andrà a segno il coup de theatre finale, sulla cui regolarità vi sono numerosi dubbi, il nuovo sindaco eletto si troverà alle prese con un Comune senza conti in ordine e destinato ad accogliere un commissario ad acta per il bilancio. Non proprio un inizio incoraggiante per chi si appresta a guidare la città.

Il consiglio “estremo”
La convocazione della seduta consiliare è arrivata nelle ore scorse, seguita da una riunione dei capigruppo surreale. Domenica alle 10 prima convocazione; lunedì alle 9 la seconda. Niente da eccepire, se non ci si trovasse all’ultimo respiro (forse oltre) del mandato Ferrari e con in corso le elezioni comunali. «Ma poi è regolare?». È la prima domanda che i capigruppo hanno posto durante la conferenza, chiedendo lumi al segretario generale del Comune di Portoferraio che ha cercato di rassicurarli spiegando che in caso di provvedimenti urgenti si può fare il consiglio fino all’ultimo giorno utile. Rassicurazioni che, tuttavia, non sono bastate per cancellare i dubbi e lo sbigottimento complessivo. I punti all’ordine del giorno, tra l’altro, sono pesanti.

I consiglieri sono chiamati a votare il consolidato del 2017, il rendiconto 2018, delle variazioni al bilancio di previsione del 2019 e debiti fuori bilancio per circa 140mila euro. Se il consiglio farà in tempo e avrà i voti (fatto non certo scontato) per approvare queste partite, Ferrari riuscirà a portare i conti del Comune in pareggio. In caso contrario il nuovo sindaco si troverà con le mani legate, non potrà fare assunzioni e potrà solo stringere la mano a un commissario ad acta che assumerà le redini finanziarie del Comune. Insomma, un benvenuto coi fiocchi. «Per questo mi appello alla serietà di tutti consiglieri comunali – ha spiegato il sindaco Mario Ferrari – chi arriverà dopo di me avrà un ente con i conti in pareggio, scenario su cui io non ho potuto contare. Capisco l’unicità del caso, ma abbiamo avuto delle rassicurazioni, possiamo farlo».

Legittimità in dubbio
«Un consiglio il giorno delle elezioni? Siamo nelle regole?». A chiederlo sono i consiglieri comunali dopo aver ricevuto la convocazione più strana della storia di Portoferraio. Il sindaco ha spiegato che i punti all’ordine del giorno sono di natura tecnica, ma i dubbi restano e sono legati anche al rispetto del silenzio elettorale. In pratica il consiglio, composto in parte anche da candidati consiglieri nelle varie liste civiche in corsa alle elezioni, si troverà a dover approvare atti importanti mentre le urne saranno aperte.

«Il rischio è fare una propaganda elettorale indiretta – spiega Alessia Del Torto, capogruppo di Cambiare in Comune – è incredibile che ci siamo ridotti a questo punto. Credo che diserterò la seduta». Posizione diversa da quella dei consiglieri Pd. «I provvedimenti sono importanti, ma il caso è assurdo – spiega Antonella Giuzio – siamo usciti dalla conferenza dei capigruppo senza che i nostri dubbi siano stati fugati». Per questo l’opposizione scriverà al Prefetto per avere dei chiarimenti sulla liceità di una convocazione che, almeno all’Elba, non ha precedenti.

All’ultimo tuffo
Ritardi, contrasti e problemi tecnici. Già lo scorso anno il Comune di Portoferraio fu commissariato per non aver approvato in tempo il rendiconto. E il consiglio nel giorno delle elezioni è la ciliegina sulla torta, si fa per dire, di un’amministrazione in crisi aperta ormai da mesi. Arrivare all’ultimo tuffo è un’abitudine. In questo caso la delibera di giunta per l’approvazione dello schema del rendiconto è arrivata nell’ultimo giorno utile: il 30 aprile. Ma, per dei problemi tecnici - fanno sapere dal Comune - la pubblicazione degli atti è avvenuta solo il 6 maggio. E dal momento che devono intercorrere almeno 20 giorni dalla pubblicazione all’approvazione in consiglio, in modo da consentire alla minoranza di consultare gli atti, siamo arrivati al 26 maggio. Da non credere. Ma siamo a Portoferraio, dove ormai tutto è possibile.

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di Redazione web