Il dolore
«Turismo, per farlo servono decisioni»
Poggio all’Agnello, l’imprenditore Berrighi difende il progetto e le ragioni del complesso: «Dà lustro al comprensorio»
piombino. Viaggia in direzione contraria a quella delle polemiche che ha sollevato il progetto di pista ciclabile di Baratti, lunga un chilometro tra la rotatoria sulla via della Principessa e il parcheggio “Baratti 1” nella zona Villini. Forte delle sue convinzioni l’imprenditore Maurizio Berrighi è pronto a sottolineare quella che definisce l’ennesima situazione per cui non c’è da «lamentarsi se poi gli investitori fuggono». Berrighi è uno dei soci della Immobiliare Milanese 2006 Srl, la società che ha sede a Pistoia e a cui fa capo il complesso ricettivo di Poggio all’Agnello che ha sponsorizzato la progettazione del tracciato, già approvato dalla giunta comunale di Piombino.
L’imprenditore affida alla sua pagina facebook la sua posizione. Si dice «stupito degli argomenti contrari alla realizzazione di una pista ciclabile che colleghi la rotatoria su via della Principessa verso il parcheggio di Baratti». E prosegue: «Non ci sarebbe da stupirsi visto che viviamo in un paese dove si vuole energia a basso costo, tasse sui rifiuti esigue, collegamenti rapidi e sicuri e poi siamo contrari a qualsiasi impianto dedicato, ad autostrade moderne e all’alta velocità. Però che si fosse contrari anche alle piste ciclabili è davvero, per me, una grande novità».
La contrarietà a cui ha dato voce il quartiere Populonia Fiorentina non è sulla necessità di una ciclabile di accesso al golfo ma sulla scelta del tracciato. «La cosa sconcertante è che questa previsione venga fatta passare come un favore a una struttura turistica che, per inciso, versa nelle casse comunali 500 mila euro all’anno, resta aperta quasi tutto l’anno, e da lavoro complessivamente a qualche decina di persone, dando lustro a Piombino e a tutta la Val di Cornia – sostiene Berrighi –. Sconcerta perché allentare la pressione dei veicoli su un sito archeologico e turistico delicato come Baratti dovrebbe essere anche di interesse generale. Sconcerta perché connettere con mobilità sostenibile strutture turistiche dimensionate come Poggio all’Agnello con Populonia stazione, ma anche in prospettiva con il comune di San Vincenzo e le sue importanti strutture turistiche, con il sistema dei Parchi e i servizi offerti dagli operatori commerciali del golfo di Baratti, dovrebbe essere anche di interesse generale».
Ma c’è dell’altro ad alimentare le perplessità di Berrighi. «Sconcerta perché contribuire a mettere in sicurezza la fruizione ciclabile in strade extra urbane a intensa frequentazione, dovrebbe essere anche di interesse generale – dice –. Sconcerta perché questo progetto può rientrare in un più ampio disegno di ciclopista Tirrenica. Naturalmente vogliamo meno traffico, meno parcheggi ingolfati, una Baratti più vivibile e naturalistica, oltre a fare convegni e tanta teoria sulla necessità di allungare la stagione turistica e magari anche aumentare i posti di lavoro in un turismo che va potenziato». E conclude: «Non è il nostro caso perché noi crediamo in questo territorio e lo abbiamo dimostrato con i fatti, ma poi non lamentiamoci se gli investitori fuggono. Anche di questo mi piacerebbe si parlasse in questa campagna elettorale dove tutti vogliono il turismo senza però dire che fare turismo implica prendere decisioni e assumersi responsabilità. Non basta dare ragione a tutti. Può servire, forse, a prendere qualche voto ma non basta per governare». —
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